Napoli, 10 lug. - (Adnkronos) - Area marina protetta, rotte delle grandi navi e green economy: questi gli strumenti da porre in essere per favorire e stimolare percorsi di sviluppo sostenibile nell'isola di Capri, garantendo tutela ambientale e un futuro solido per l'economia locale. Questo il messaggio della Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che da ventisette anni e' in prima lina in difesa del mare e delle coste italiane, lanciato oggi a Capri durante un incontro a bordo durante il quale sono state approfondite alcune criticita', buone pratiche gia' realizzate e prospettive di tutela per il territorio. A dibattere di questi argomenti sono intervenuti Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente, Nabil Pulita, portavoce Legambiente Isola di Capri e segreteria regionale Legambiente Campania, il primo cittadino di Capri Ciro Lembo e Massimo Coppola, assessore al turismo di Anacapri, il console svedese di Capri, Peter Cottino, il comandante di Porto della Guardia costiera, Alessandro Sarro e rappresentanti del mondo sociale caprese. Dopo il dibattito a bordo, l'imbarcazione ambientalista si e' diretta alla volta della Grotta Azzurra, presso il Risto-beach 'Il Riccio', dove con il Patron Tonino Cacace, co-presidente della Fondazione Capri, si e' discusso di green economy e della Guida Blu, menzionando esempi positivi di depurazione come quello realizzato presso 'Il Riccio'. "Crediamo fermamente che quest'isola, pregiata dal punto di vista naturalistico e della sua unicita', meriti molto di piu'", afferma Muroni secondo cui "i punti fermi dai quali ripartire sono la concreta istituzione dell'area marina protetta e, in attesa che cio' avvenga, la sicurezza di queste splendide coste dalle rotte delle grandi navi da crociera. Attualmente, infatti, il decreto 'anti inchini' emanato in seguito alla tragedia dell'isola del Giglio, non protegge queste coste che sono quotidianamente oltraggiate dal transito e l'ancoraggio di vere e proprie citta' galleggianti che, oltre alle questioni della sicurezza, stanno di fatto gia' mettendo a rischio il delicato ecosistema dell'isola, arando la poseidonia con le ancore". (segue)



