Roma, 15 lug. (Adnkronos) - Inaugura giovedi' 19 luglio, alle ore 19.00, alla Nea di Napoli (via Costantinopoli 53 - piazza Bellini 59) 'Mirabili fantasie', con le opere di Jackson Pollock, Joan Miro' e Lucio Fontana. La mostra, curata da Pasquale Lettieri, sara' aperta fino al 30 settembre (chiusura dal 13 al 26 agosto) ed e' patrocinata dal Comune di Napoli. In occasione dell'opening, Peppe Capasso introdurra' l'azione di teatro minimo 'Didone abbandonata', che si terra' a settembre negli spazi Nea. Napoli appare come una condizione emblematica della modernita', un miscuglio inestricabile di ascese e di cadute, attraversata da molteplici influenze. Da un lato, e' luogo della gloria e dall'altro, e' luogo del martirio, in una trama che non ha mai confini netti, bensi' contaminazioni. La collezione di opere in mostra di autori ampiamente storicizzati, come Pollock, Miro' e Fontana, rappresenta uno dei punti piu' alti di una dialettica che ha visto la citta' spesso al centro della fenomenologia dell'arte contemporanea dai tempi delle cosiddette Avanguardie Storiche. I tre artisti presentano un tratto comune inequivocabile: l'avanzamento. Miro' irrompe con semplicita' e forza segnica nella scomposizione della figura. Pollock si allontana, per primo, dai tonalismi da cavalletto nel trionfo della pittura d'azione. Fontana taglia la tela come prova di un irriverente atto mentale. Il secondo dopoguerra ha portato alle estreme conseguenze gli sperimentalismi dell'arte contemporanea. Nel trionfo dell'arte concettuale, fatta di minimalismo, di gesti, segni, quasi invisibili, tutto e' imploso in un 'ante' e in un 'post', che ha fatto scattare quella che nel Novecento e' stata una forte pendolarita', tra processi freddi e processi caldi, dal Futurismo all'astrattismo, alla Pop art, dal Concettualismo pauperistico, ad un ritorno alla pittura, alla alla scultura, al cinema e al teatro degli anni Ottanta.



