Firenze, 11 set. - (Adnkronos) - Sulla morte di Daniele Franceschi, viareggino trentaseienne arrestato in Costa Azzurra per una carta di credito clonata e deceduto dopo cinque mesi di detenzione nel carcere di Grasse, in Francia, nell'agosto 2010, "aleggiano ancora troppe ombre". Per questo Fabio Evangelisti, segretario Idv Toscana, ha riproposto questa mattina in aula a Montecitorio l'interpellanza presentata all'epoca dei fatti, insieme a Leoluca Orlando, al Ministero degli Affari Esteri e al Ministero della Giustizia per sollecitare ulteriori sforzi da parte del Governo italiano per pretendere dalle autorita' francesi la verita' sulle cause del decesso. "Le domande che abbiamo posto al Governo, purtroppo, non hanno tutte trovato una risposta: a distanza di due anni, siamo tornati a chiedere quali iniziative tese a chiarire le cause della morte di Daniele Franceschi volesse intraprendere il Governo, ma questo passaggio non e' stato chiarito e ancora oggi sono troppi gli interrogativi ancora aperti", commenta Evangelisti. "Anche se apprezziamo lo sforzo diplomatico della Farnesina e il sostegno offerto dalle autorita' italiane alla madre, Cira Antignano, vorremmo che potessero finalmente essere fornite quelle risposte che mancano per avere almeno la verita', perche' ormai, di questo siamo certi, giustizia non ci sara' piu'. Auspichiamo pertanto che le nuove iniziative del Ministero degli Esteri possano sostenere non soltanto l'azione coraggiosa di Cira Antignano ma possano portare alla luce quella verita' che tutto il Paese attende". "Il caso Franceschi - ha spiegato in Aula Evangelisti - presenta ancora troppi punti oscuri. Le autorita' francesi ancora non hanno nemmeno precisato se il giovane viareggino sia effettivamente morto a Grasse o a Nizza, se il 25 o il 26 di agosto. E il dato piu' preoccupante riguarda certamente lo stato di conservazione e la mutilazione della salma rientrata in Italia il 14 ottobre 2010". (segue)



