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Mafia: Ucpi, avvocati da anni intercettati quando parlano con i clienti

domenica 29 luglio 2012
Mafia: Ucpi, avvocati da anni intercettati quando parlano con i clienti

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Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - "Non puo' risolversi come uno dei tanti episodi di contrapposizione tra politica e magistratura" il caso che contrappone la Presidenza della Repubblica alla Procura di Palermo, e che "vede schierarsi da una parte e dall'altra, con il solito riflesso pavloviano che caratterizza le discussioni in tema di giustizia, da un lato gli adoratori delle Procure e dall'altro i fautori della differenza 'genetica' dei magistrati". Lo evidenzia l'Unione Camere Penali italiane, parlando del conflitto di attribuzione sollevato dal Capo dello Stato sul caso delle intercettazioni effettuate dalla procura di Palermo. Un caso che, sottolineano i penalisti, "men che meno puo' esaurirsi nella banale notazione che nel corso del suo settennato il Presidente Napolitano si e' dimostrato assai spesso consapevole dei rischi che la sovraesposizione della magistratura comporta, lanciando al riguardo precisi moniti". Per l'Ucpi, sotto un certo profilo, "anche se con conseguenze istituzionali di diverso rilievo", questa vicenda "richiama quella che vede da anni costantemente intercettati 'indirettamente' gli avvocati italiani quando conversano con i loro clienti. In realta' quel che avviene - aggiungono - ha spesso ben poco di occasionale, giacche' si sottopongono ad intercettazione utenze dalle quali e' scontato avvengano contatti proprio con quei soggetti che dovrebbero godere di una relativa immunita'". (segue)