(Adnkronos) - Al termine della prova d'esame alcuni dei candidati vennero trovati in possesso di un telefonino utilizzato per la ricezione delle soluzioni al questionario ministeriale. Le numerose altre perquisizioni nei confronti di tutte le persone coinvolte, a vario titolo, nell'attivita' illecita a Bari, oltre che Napoli, Foggia e Verona, hanno permesso il sequestro di una imponente documentazione utile alle indagini che ha portato all'individuazione di un'organizzazione criminale che sarebbe stata capeggiata dal professor Grassi. Questi, a seguito di precedenti indagini della Procura che nel 2008 avevano portato all'arresto di un suo collega, avrebbe escogitato un sofisticatissimo sistema informatico per continuare l'attivita' illecita che prevedeva la soluzione a tutte le risposte dei test in cambio di 30mila euro. Un'attivita' che ha fruttato all'organizzazione circa 250mila euro. Le indagini, delegate al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, hanno puntato l'attenzione sull'ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in Medicina e Chirurgia-Odontoiatria e Protesi dentaria che si sono tenuti per l'accesso agli anni accademici 2007/2008, 2008/2009, 2009/2010. L'inchiesta ha portato alla luce, ritiene la Procura, una vera e propria organizzazione criminale. Sofisticato il sistema con il quale il docente universitario e i suoi complici riuscivano a fornire le risposte ai test ministeriali durante l'espletamento delle prove di ammissione nelle Universita' di Foggia, Napoli e Verona. Un metodo che non sarebbe stato possibile senza la complicita' di aspiranti matricole dell'Universita' di Napoli, alcune delle quali erano semplicemente complici dell'organizzazione, nel senso che il loro intento non era quello di superare il test e iscriversi all'Universita' ma solo di fotografare il questionario. (segue)



