Milano, 24 lug. (Adnkronos) - Un accordo o un ricatto, a seconda dei punti di vista. A svelare il presunto patto tra Mediobanca e Salvatore Ligresti per cedere il controllo a Unipol e' stato, secondo quanto risulta all'Adnkronos, Paolo Ligresti, figlio del patron dell'omonimo gruppo assicurativo. L'intesa prevederebbe una sorta di buonuscita cash di 45 milioni di euro, pari al controvalore di circa il 30% delle quote Premafin, per Salvatore e i suoi figli. Il presunto accordo, un paio di pagine in tutto, destinerebbe all'ingegnere di Paterno' un ufficio con segretaria, un autista e una cascina, prevederebbe una sorta di 'liquidazione' per Jonella e il mantenimento dell'attivita' lavorativa in Francia e in Svizzera per Giulia e Paolo. A svelare ai magistrati milanesi i dettagli e i retroscena del presunto accordo, che sarebbe stato firmato in un ufficio di Foro Bonaparte il 17 maggio scorso, sarebbe stato Paolo Ligresti 'scontentato' dalla presunta intesa con Piazzetta Cuccia. Il 6 luglio scorso Paolo Ligresti scriveva, in una missiva inviata ai vertici di Premafin, a Consob e Isvap, "l'operazione Ugf, come e' ormai evidente e tutti, e' stata ideata, strutturata, proposta e, per quanto riguarda Premafin, imposta di fatto da Mediobanca e da Unicredit, principali istituti creditori della stessa Premafin e del gruppo Fonsai". (segue)



