(Adnkronos) - Secondo Federculture, le norme contenute nella Spendig Review aprono sostanzialmente due strade: da un lato il rientro nell'alveo della pubblica amministrazione di tutti i servizi svolti dagli enti che il decreto cancellerebbe; dall'altro il ricorso a procedure di gara, affidando l'intero settore nelle mani dei privati. Uno scenario "impensabile" per l'associazione. A parere del direttore generale del Palaexpo' di Roma, Mario De Simone, "i provvedimenti della Spending Review appaiono inutili perche' non portano risorse nelle casse dello Stato", mentre rischiano di fare saltare realta' "virtuose, come la Fondazione Musica per Roma, i Musei Civici di Venezia o Zetema, per citarne solo alcune". E parlando del Palazzo delle Esposizioni, De Simone sottolinea: "Il nostro tasso di autofinanziamento ormai e' salito al 60%, mentre i musei francesi, che vengono sempre portati ad esempio, non vanno mai oltre il 40/45%". Un altro capitolo del decreto e' quello che riguarda i comuni. "Il nostro e' uno dei 143 comuni piu' virtuosi d'Italia", ha detto Giacomo Bassi, sindaco di San Gimignano, la cittadina in provincia di Siena che ogni anno accoglie tre milioni di turisti. "Noi abbiamo poco piu' di 7mila abitanti e l'articolo 16 del decreto ci impone di licenziare 35 dipendenti su 89, quando invece noi avremmo bisogno di piu' personale. Licenziando queste persone, saremo costretti, tra le latre cose, a chiudere i musei, che ci fanno incassare mediamente 500mila euro all'anno su un bilancio di 9 milioni. Noi non abbiamo debiti, non contribuiamo neppure con un euro al debito pubblico del Paese, abbiamo imposte comunali tra le piu' basse d'Italia, eppure con il decreto verremmo messi alla stregua di altri comuni meno virtuosi e -ha concluso- di conseguenza saremmo fortemente penalizzati".



