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Strage Bologna: docu-intervista di Fioravanti, ma lui 'mai rilasciata'

domenica 29 luglio 2012
Strage Bologna: docu-intervista di Fioravanti, ma lui 'mai rilasciata'

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Bologna, 25 lug. - (Adnkronos) - "I servizi segreti deviati sono una bestemmia: i servizi segreti devono fare cose deviate, per fare le cose dritte ci stanno la polizia e i carabinieri. Per fare le cose non dritte in tutti i Paesi del mondo si usano i servizi segreti Quindi la leggenda metropolitana dei servizi segreti deviati e' una cosa che fa male al cervello dei giovani". E' quanto il film di Matteo Pasi 'Un solo errore' attribuisce a Valerio Fioravanti, l'ex terrorista condannato per la strage alla stazione di Bologna insieme a Francesca Mambro. Nel film, l'ex leader dei Nar terrorista non compare in video, ne' si ascolta la sua voce. Compare, invece, un disegno che ritrae Fioravanti seduto di fronte all'intervistatore. Il colloquio, che il regista Pasi assicura essersi svolto "nel 2010 nella sede di Roma dell'associazione 'Nessuno tocchi Caino'", e' doppiato da un attore sulle "registrazioni originali" come recitano i titoli di coda. Fioravanti, dal canto suo, interpellato dall'Adnkronos, smentisce Pasi con decisione. "Non ho rilasciato nessuna intervista - spiega - perche' io non parlo della strage di Bologna, se non per commentare eventuali novita' investigative importanti". Secondo Pasi, Fioravanti avrebbe anche affermato che l'associazione dei parenti delle vittime della strage "fa politica sul dolore delle vittime" e che "Bolognesi non sta cercando la verita', ha una sua verita' ideologica ed e' un vecchio partigiano mosso dall'ideologia". Quanto alla P2, "certo che c'entra la P2, ma non per coprire noi", avrebbe detto l'ex terrorista, piuttosto "per coprire altri". "Tutto sommato a noi e' andata di lusso - avrebbe anche detto -, l'ho sempre detto e ringrazio i bolognesi perche' hanno esagerato talmente tanto che alla fine veniamo chiamati a rendere conto solo di una cosa che non abbiamo fatto e non di quelle che abbiamo commesso veramente, quindi veniamo perdonati per le cose che abbiamo fatto davvero perche' nessuno in fondo ci pensa e discutiamo invece all'infinito di un'altra cosa, e' un paradosso".