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'Ndrangheta: arresti per droga in Calabria e Sicilia, minacce da fornitore per insolvenza debiti

domenica 29 luglio 2012
'Ndrangheta: arresti per droga in Calabria e Sicilia, minacce da fornitore per insolvenza debiti

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Reggio Calabria, 26 lug. - (Adnkronos) - Avevano fatto da intermediari per tre partite di droga tra i narcotrafficanti della locride e il loro cognato che spacciava lo stupefacente sulla piazza di Messina, poi pero' quest'ultimo non aveva saldato il debito e sono iniziate una serie di minacce che li ha indotti prima a lasciare Bovalino e poi a collaborare con la giustizia. E' partita da questi episodi l'indagine del Commissariato di Bovalino e della squadra mobile di Reggio Calabria che oggi hanno arrestato otto persone tra la Calabria e la Sicilia. Gli investigatori hanno accertato che i fratelli Rosario e Pietro Ruffo (prima dichiaranti, oggi collaboratori di giustizia) hanno messo in contatto il cognato Giovanni Schepis (46 anni) che abita a Messina con Domenico Perre, trafficante di droga di Plati', per una fornitura di 300 grammi di cocaina, 3 kg di marijuana e 500 grammi di eroina. Lo spacciatore pero' non ha pagato la fornitura alla consegna, cosi' i 30mila euro sono lievitati a 40mila, mai saldati. Da qui le minacce morte di Perre ai Ruffo al punto che Pietro Ruffo ha lasciato Bovalino per trasferirsi in un'altra citta'. Nel mese di aprile 2011, Pietro Ruffo e il fratello Domenico erano stati condotti da Perre e da alcuni suoi congiunti in una campagna dove avevano fatto loro chiaramente intendere che il mancato pagamento della partita di droga avrebbe comportato l'uccisione di entrambi. In ragione di tali gravi minacce, nei primi giorni del mese di aprile, Rosario Ruffo aveva corrisposto a Perre 7.500 euro ricevuti in prestito da un amico. Un secondo episodio e' avvenuto nel mese di maggio 2011, quando Pietro Ruffo si e' rifugiato a San Remo. Il fratello Rosario venne fatto salire da Domenico Perre sulla sua autovettura al fine di farlo incontrare con una terza persona. Temendo seriamente per la propria incolumita', Ruffo e' riuscito ad aprire la portiera dell'autovettura riuscendo a fuggire. In virtu' di tutti questi episodi, i fratelli Ruffo hanno iniziato a collaborare con la giustizia ammettendo che il traffico di stupefacenti tra la Calabria e il messinese erano costanti. Nell'operazione di oggi sono stati arrestati Domenico Perre (61), Domenico Ruffo (34), Basilio Schepis (51), Giovanni Schepis (42), Stefano Versaci (52), Francesco Mammoliti (32), Francesco Pizzata (47) e Salvatore Vadala' (53).