Libero logo

Rifiuti: conferenza sindaci del palermitano boccia riforma in Sicilia (2)

domenica 29 luglio 2012
Rifiuti: conferenza sindaci del palermitano boccia riforma in Sicilia (2)

2' di lettura

(Adnkronos) - Molto critico sulla legge anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. "Bisogna riappropriarci del nostro ruolo di Amministratori e impedire che un Governo e un'Assemblea regionale ormai a fine mandato ci obblighino a dare vita ad una riforma che pesera' interamente sulle spalle dei Comuni e dei cittadini. Per questo c'e' bisogno di una presa di posizione unitaria da parte di tutti, al di la' dei partiti di appartenenza e al di la' delle dimensioni delle nostre citta'. Una voce unica che parli a nome di tutti i nostri cittadini". Avanti e Orlando hanno, cosi', proposto agli altri sindaci di seguire una strada unitaria nell'iter previsto dalla legge. Tutti i primi cittadini predisporranno i provvedimenti previsti dalle legge regionale e li presenteranno ai Consigli, ma contemporaneamente a un ordine del giorno nel quale si evidenziano tutte le criticita' della legge e si chiede uno slittamento dei tempi di attuazione delle norme. I Consigli approveranno l'ordine del giorno e accantoneranno, invece, la trattazione del provvedimento di creazione delle Srr. Lo stesso ordine del giorno e' stato approvato all'unanimita' dalla Conferenza dei sindaci e oggi stesso sara' inviato al Governo regionale, al presidente dell'Assemblea regionale siciliana e a tutti i capigruppo di Palazzo dei Normanni. All'inizio della seduta si e' affrontato il tema del ruolo di Comuni e Province e dell'attuale situazione che vede gli Enti locali tartassati da tagli e ridimensionamenti o costretti e diventare dei meri esattori di tasse i cui introiti non alimentano i loro bilanci a discapito dei servizi resi ai cittadini. "Al di la' dell'importanza del tema rifiuti per le sue ricadute sulla salute dei cittadini ma anche sulla sicurezza pubblica - conclude Avanti - questa e' diventata l'occasione per dire un 'no' secco a quella che si sta dimostrando sempre di piu' come una deriva autoritaria dei Governi centrale e regionale che mette a rischio gli elementi basilari dell'architettura democratica del nostro Paese".