Torino, 26 lug. - (Adnkronos) - "L'occasione del riposo e' anche quella di un augurio di speranza: le difficolta' che viviamo non sono insormontabili, dipende anche da noi, inventare soluzioni per una vita migliore, che sia non solo piu' 'benestante' ma piu' felice": Cosi' si conclude il messaggio che l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, rivolge alla comunita' torinese in vista della pausa estiva. "Forse mai come quest'anno le vacanze di agosto si presentano, per Torino e il suo territorio, sotto il profilo della preoccupazione per tutti gli aspetti di una crisi economica e sociale di cui fatichiamo a scorgere la conclusione e che continua a pesarenalla vita di tante famiglie - prosegue l'Arcivescovo - dobbiamo essere consapevoli: accanto alle situazioni di grande difficolta' e sofferenza crescono anche occasioni e opportunita"'. "Intuire 'il nuovo', raccogliere certe sfide e' compito che tocca a ciascuno di noi, proprio perche' non possiamo piu' pensare in termini di 'rendite di posizione': dobbiamo essere capaci tutti di metterci in gioco. Reagire alle difficolta' con il coraggio e la consapevolezza che vengono dalla speranza che sappiamo costruire, dentro di noi come nella societa' - osserva ancora monsignor Nosiglia - e' proprio il 'dentro di noi' la sfida che questo tempo estivo ci propone. Il rallentamento delle attivita' lavorative, cosi' come delle istituzioni e della politica propongono l'opportunita' di una 'pausa' che puo' essere feconda". "Il riposo non e' soltanto un sospirato diritto, ma anche un 'dovere': recuperare serenita' ed energia per essere davvero noi stessi, al di la' dei ruoli, dei mestieri, delle convenzioni -conclude l'Arcivescovo di Torino - l'interruzione dei tempi del lavoro significa anche ribadire la volonta' di recuperare una dimensione autentica della vita personale, familiare e comunitaria. Anche oggi, quando con troppa disinvoltura si vorrebbe cancellare la domenica, dobbiamo essere capaci di ribadire la nostra volonta' di 'marcare il tempo', di testimoniare che non tutti i giorni sono uguali. Difendere il riposo festivo e' un impegno che non riguarda solo i cattolici e la Messa domenicale: mi pare piuttosto una battaglia di civilta', proprio perche' non possiamo accontentarci di appartenere ad una societa' che continua a puntare sul consumismo a scapito delle persone e delle loro relazioni primarie".



