Roma, 28 lug. - (Adnkronos) - Pino Insegno porta Edgar Allan Poe al Magna Graecia Teatro Festival. L'attore approda cosi' alla nona edizione della rassegna teatrale organizzata dall'Assessorato alla Cultura della Regione Calabria in 13 siti archeologici calabresi e andra' in scena domani al Castello Svevo-Normanno di Vibo Valentia con lo spettacolo 'Edgar Allan Poe - Racconto di un uomo'. Il 30 luglio sara' invece al Teatro all'Aperto in localita' Motta di Palmi (Rc), il 31 luglio al Parco Archeologico dell'antica Kaulonia a Monasterace (Rc) e il 1° agosto al Parco Archeologico di Parco Colonna a Crotone. Prodotto da L'Isola Ritrovata, con la regia di Alessandro Prete e la partecipazione, oltre a Pino Insegno, di Alessia Navarro, Andrea Murchio e sei danzatori, 'Edgar Allan Poe - Racconto di un uomo', mescola prosa, musical, danza, poesia e visualizzazioni multimediali. La storia racconta l'ossessione di Edgar Allan Poe, celebre scrittore neogotico americano, per la sua amata Eleonora e il tragico epilogo della loro relazione con la formula del Teatro Greco: dialogo tra attori e corpo di ballo, monologo degli attori, dialogo degli attori con il personaggio muto della scenografia multimediale. Insegno dopo trent'anni di teatro televisione e doppiaggio, con questo spettacolo realizza il sogno di portare in scena l'ossessione dell'amore raccontata da Poe in gran parte della sua produzione letteraria, costruendo lo spettacolo come un fantastico affresco Gothic-Rock multimediale, dove attori e danzatori conducono lo spettatore in un viaggio fatto di musica, parole e immagini. E' proprio il costante richiamo alla tragedia greca che conferisce allo spettacolo quella vasta gamma di significati che vanno dal mirabile al mostruoso, dalla magia dell'amore che lega Poe ad Eleonora alla follia che lo conduce ad ucciderla ferocemente. La tragedia messa in scena riconduce alla contradditorieta' che ha sempre caratterizzato il teatro greco, viene cosi' rappresentato il destino tragico dell'uomo ma anche la sua coscienza, la sua piccolezza e la sua grandezza. "Essendo lo spettacolo costruito con piu' linguaggi artistici - racconta il regista Alessandro Prete - mi e' sembrato adeguato adottare una costruzione registica che vorrebbe proporre quasi completamente la struttura della tragedia greca. Cosi' come considero interessante il connubio tra la modernita' di Poe e la tragedia greca".



