Vicenza. 29 lug. (Adnkronos) - "E' chiaro che con la crisi economica, e la diminuzione dell'occupazione, ci siano meno immigrati. D'altronde si emigra per fuggire dalle tante situazioni difficili e soprattutto per lavoro e fame. E lo si fa verso quei Paesi dove c'e' la possibilita' di trovare un impiego e, quindi, da mangiare. Fa bene Stefani porsi il problema sicurezza, che pero' non riguarda solo gli stranieri, i quali possono diventare clandestini a causa di un'assurda legge che impone loro il permesso di soggiorno legato all'occupazione, tra l'altro con una gabella di 270 euro per componente della famiglia". Lo afferma Irene Rui, responsabile provinciale dipartimento politiche migratorie, PRC-FdS di Vicenza. "L'emergenza crisi, oggi, coinvolge tutti i lavoratori e il disagio non ha confini - aggiunge - L'implosione degli indignatos, degli arrabbiati, del proletariato multietnico (italiano e straniero), e' alle porte. Non e' con l'aiuto ai rientri, spesso forzati, che si risolvono le questioni, anche perche' chi vive in Italia da decenni, i cui figli nati in Italia sono italiani, ha perso qualsiasi contatto, se non parentale, con il Paese d'origine, un po' come i nostri zii d'America. La soluzione potrebbe essere: quella dell'abolizione del permesso di soggiorno legato all'occupazione, e della massacrante tassa; un serio piano politico-sociale da parte del Governo, per il quale i lavoratori hanno gia' versato e versano ogni giorno i loro contributi, per tutti, italiani e stranieri, senza distinzione di etnia e di provenienza; un piano di aiuto alle Amministrazioni Comunali nel sociale, e non tagli come si sta invece, facendo ora". "Tagliare sul sociale, sulla sanita', e sugli stipendi del proletariato, pubblico e privato, e attuare politiche del lavoro che portano alla precarizzazione sociale di fine Ottocento, non sono una buona strada da percorrere per lo sviluppo economico del nostro Paese e risolvere la questione della sicurezza", conclude.



