(Adnkronos) - "Di fatto Di Vittorio stava tornando verso Roma, ma i suoi familiari non ne sapevano nulla - continua Raisi - All'obitorio di Bologna mi hanno detto anche che la madre si e' presentata alcuni giorni dopo, insieme alla sorella, e non si capisce perche', visto che la famiglia attendeva notizie da Londra dove lo credevano arrivato, come ricostruisce anche il sito dell'associazione". Per Raisi, dunque, qualcosa non torna. Sempre citando fonti dell'obitorio di Bologna, il deputato rimarca che "la madre si e' presentata con una carta di identita' intonsa in mano, quando al contrario nel sito dell'associazione delle vittime c'e' scritto che il 10 agosto c'e' stata una telefonata della polizia alla famiglia che annunciava il ritrovamento della carta d'identita' a Bologna". Raisi torna di nuovo a spulciare le carte, stavolta in Tribunale a Bologna dove, riferisce, "ho trovato i documenti dei carabinieri relativi al riconoscimento e da questi e' emerso che il corpo era completamente bruciato, come puo' accadere a chi si trova vicino a una bomba che esplode. Dai verbali dei militari che hanno, invece, raccolto tutte le macerie e avevano l'ordine di fare un elenco di tutti gli effetti personali e documenti delle vittime rinvenute, non risulta ne' il ritrovamento della carta d'identita', ne' del diario di viaggio di Di Vittorio". (segue)



