(Adnkronos) - Il vescovo-biker racconta poi il 'rapporto' con la moto. Non e' il solo ad usarla nella sua diocesi, in Indonesia: "anche i miei preti la utilizzano. E non solo loro: anche le suore, i maestri di religione. Nella mia diocesi ci sono - piu' o meno - 200 moto: e' il mezzo piu' comune e piu' pratico per l'apostolato, perche' su strade in terra battuta con la moto si riesce sempre ad andare avanti, anche se c'e' l'alluvione o altri tipi di ostacoli". A parte l'utilita' di un mezzo cosi' agile, la moto avvicina anche una figura, come quella del vescovo oppure del sacerdote, alla popolazione, "lo rende simile a loro - osserva - ed e' per questo che in Italia restano tutti meravigliati. In Indonesia non e' un problema, perche' il vescovo e' uno dei fedeli, mangia con loro, si siede con loro sul pavimento come e' normale nei villaggi. Qui in Italia vedere un vescovo che gira con la tonaca, su una moto, non e' facile. Mi ricordo che due anni fa una vecchietta, quando mi ha visto in moto vestito da vescovo, ha esclamato: 'E' finita la Chiesa!'. Mi sono fermato e le ho detto: 'No, no la Chiesa va sempre avanti…"'. Ricordando poi lo scopo benefico del raduno, Monsignor Mencuccini spiega: "nella mia diocesi da anni stiamo raccogliendo fondi proprio attraverso questi raduni di moto. La gente in Europa offre aiuto soprattutto per progetti umanitari e noi abbiamo realizzato con questi aiuti cinque asili con convitti per i ragazzi che vogliono frequentare le scuole superiori. Speriamo ora di realizzarne altri, in modo che ogni parrocchia possa essere completa di tutto: abbiamo le scuole cattoliche, dall'asilo fino al liceo, quasi in ogni parrocchia. La diocesi di Sanggau comprende 23 parrocchie: e' una delle diocesi piu' grandi in Indonesia, con 335 mila cattolici", conclude.



