(Adnkronos) - "La frase del Pontefice che assicura il 'sostegno della Chiesa' - prosegue Santoro - e' una chiamata improrogabile per me e per tutta la chiesa diocesana per una presa in carico spirituale e morale delle sorti cittadine. Per questo motivo, pur avendo da mesi programmato un mio viaggio in Brasile per impegni importanti e, dove mi trovo, da appena due giorni, ho deciso di cancellare le voci in agenda per rientrare immediatamente in sede. Sento il bisogno e il dovere di condividere con voi questa croce e di presiedere un momento di preghiera per il quale chiedo all'intera chiesa diocesana di farsi promotrice. Mi darebbe una grande gioia che tutti gli uomini e donne di buona volonta' scendessero per le strade accanto agli operai". "Il problema dell'Ilva - continua monsignor Santoro - e' un problema di tutti. Auspico che quello che sta avvenendo non si traduca in una guerra fra vittime ma, che tutti, uniti e con forza, si pretenda, a diritto, l'assunzione di responsabilita' dello Stato, dell' azienda siderurgica, delle istituzioni, della politica, dei sindacati, dei media. Chissa' che in questo momento di recessione economica mondiale, Taranto non diventi un esempio geniale di risposta alla crisi. Mi raccomando solo che una necessita' non prevalga sull'altra paventandone l'urgenza. Per Taranto non si chieda il lavoro in alternativa all'ambiente sano. A Taranto, ora, in nome di Dio, si chieda che si possa vivere, lavorando dignitosamente, in sicurezza, senza minacce volontarie per la salute. Dio benedica tutti, il vescovo vi abbraccia uno ad uno". (segue)



