(Adnkronos) - "I centri -precisa Hussein- sono di diversa capienza e diversamente attrezzati. Comunque, in tutti, dopo il tramonto e la rottura del digiuno, si prega insieme per un'ora e poi si consumano cibi tradizionali. Non tutti i fedeli sono in grado di cucinare in casa loro". I cibi tradizionali piu' comuni nel mese di Ramadan tra i musulmani genovesi, in maggioranza nordafricani, sono di area mahrebina, come la zuppa harira e il dolce shabbakia. Harira esiste in molte versioni, con carne di ovino, pollo, vitello, lenticchie, fave secche, spezie come cannella e zafferano. Puo' anche essere senza carne, o con il riso, quello che la caratterizza e' il profumo di prezzemolo e coriandolo fresco. La shabbakia e' fatta di frittelle coperte di semi di sesamo e di miele. "Una grande festa - aggiunge Hussein - e' anche la celebrazione della fine del Ramadan. Si svolge al mattino. Anche per questa ricorrenza chiederemo la disponibilita' della Sala Chiamate oppure della Piazza delle Feste, nel porto antico, o di un altro luogo pubblico in grado di ospitare qualche migliaio di persone".



