(Adnkronos) - L'esempio fornito dalle vittime e la rinnovata fiducia nelle istituzioni ha fatto si' che altri imprenditori, operanti nel settore del turismo, si ribellassero alle angherie che avrebbero subito da Notarangelo e dagli altri tre. Questi ultimi si avvalevano della forza di intimidazione che la 'fama' del loro capo e del loro gruppo esercitava. Spesso le vittime, intuendo che i loro aguzzini esercitavano un grosso potere di controllo sulle attivita' commerciali viestane ed erano in grado di compromettere le loro imprese, si vedevano costrette a versare agli aguzzini dai 1.000 ai 1.200 euro mensili. L'attivita' estorsiva si e' protratta per lungo tempo, dalla primavera del 2009 fino a settembre 2011, durante il quale risultavano vani i tentativi delle vittime di rinegoziare le pesanti tangenti. Infatti, ad ogni ritardo nei pagamenti e ad ogni prospettata difficolta' economica nel pagamento delle "messe a posto", seguivano puntualmente atti intimidatori nei confronti dell'imprenditore, come il gasolio in piscina, colpi di fucile sulla vetrata del bar, furto dei pc nella reception, numerosi colpi di pistola contro una delle auto di proprieta', biglietti e scritte minatorie ed altri atti dimostrativi di ogni genere e tipo. (segue)



