Roma, 20 lug. (Adnkronos) - Nell'ambito delle attivita' di salvaguardia dell'ambiente e tutela del territorio della Provincia di Roma, e in particolare, nell'opera di contrasto al fenomeno della caccia di frodo (antibracconaggio) nelle aree naturali protette, il personale dell'Ufficio Centrale Operativo della Polizia Provinciale di Roma diretta da Luca Odevaine, nella tarda serata di ieri ha colto tre persone nella riserva naturale di Macchiagrande (Riserva naturale Statale litorale romano) intente ad esercitare la caccia di frodo. I soggetti, tutti di nazionalita' italiana, avevano appena abbattuto un cinghiale con un fucile da caccia con matricola abrasa. Per tale motivo uno di questi e' stato arrestato in flagranza di reato per porto clandestino di arma comune da sparo, ai sensi della legge sulle armi, e condotto presso il carcere di Regina Coeli a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica. Gli altri due sono stati denunciati in stato di liberta' per reati in materia venatoria e di parchi naturali protetti. I tre risultano tutti incensurati e la squadra operativa impegnata nell'operazione, coordinata da Alessandro Baldi, ha effettuato subito dopo l'arresto una perquisizione locale nel domicilio dell'arrestato per verificare la detenzione di altre armi illegittimamente detenute. Durante la perquisizione e' stato accertato che l'arrestato e' titolare di licenza per tiro a volo e caccia e sono state sequestrate alcune cartucce della stessa marca di quelle utilizzate per l'abbattimento dell'animale. L'operazione e' scaturita da numerose segnalazioni di privati cittadini che hanno riferito di aver udito in varie occasioni durante le ore notturne nella zona colpi di arma da fuoco all'interno dell'area protetta. Si e' accertato infatti che i tre erano soliti svolgere tale illecita attivita' con una certa continuita' negli ultimi due mesi. L'arma sequestrata verra' probabilmente sottoposta a perizia per verificare eventuali altri utilizzi. Come noto la Polizia Provinciale di Roma svolge attivita' di polizia amministrativa e giudiziaria prevalentemente nel settore della tutela ambientale. Nel corso del solo anno 2011 l'attivita' in questione ha portato alla denuncia di 142 soggetti, a circa 170 sequestri penali nonche' all'accertamento circa 430 sanzioni amministrative in materia ambientale. I risultati conseguiti sono stati recentemente raccolti sull'annuale "Rapporto 2012 sull'ecomafia" curato da Legambiente.



