Roma, 22 lug. (Adnkronos) - "Dovremmo parlare di una vera e propria criminalita' economica che non si ferma ai reati contro la pubblica amministrazione, ma comprende anche le grandi frodi in danno di soggetti pubblici e privati, l'evasione fiscale, le bancarotte fraudolente e i reati societari. Questa e' una vera emergenza". A sottolinearlo, in un'intervista al 'Corriere della Sera', e' il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, da quattro mesi a capo dell'ufficio giudiziario piu' importante d'Italia. I crimini economici, fa notare Pignatone, sono legati a doppio filo alla crisi che stiamo attraversando "perche' siamo di fronte a somme sottratte ai circuiti legali per centinaia e centinaia di milioni di euro, e il danno principale e' per il Fisco. Poi per gli enti pubblici, locali e previdenziali. In tempi di manovre, spending review e nuove tasse, credo sia semplicemente scandaloso". Sul ddl anticorruzione in discussione in Parlamento, Pignatone indica due punti che non lo convincono. "Anzitutto - illustra - la prescrizione, perche' le pene edittali non sono alte, spesso i reati vengono alla luce molto dopo che sono stati commessi e i processi richiedono tempi lunghi". Per questo, "sarebbe ora di valutare seriamente la possibilita' che la prescrizione non operi piu' dopo il rinvio a giudizio". (segue)



