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Camminare dietro San Francesco, antidoto alla tristezza e alla crisi

Con l'Opera Romana Pellegrinaggi alla "riscoperta" del Cammino sulle orme del grande santo
di caterina maniacidomenica 29 aprile 2012
Camminare dietro San Francesco, antidoto alla tristezza e alla crisi

2' di lettura

Stanchi di tutto e di tutti? Delusi dalla politica, dai movimenti, dalla cultura in rapido declino? Stanchi anche della chiesa che vi sembra lontana e in capace di dare risposte all'ansia e all'aria di crisi che si respisra ovunque, a rischio scandali e poco viva? C'è qualcosa di antico eppure di sempre nuovo che può diventare un'esperienza rivitalizzante: fare un pellegrinaggio, possibilmente a piedi: A parte il "classico" verso Santiago di Compostela, si riscoprono i tanti Cammini che hanno percorso l'Europa per secoli, a testimonianza personale di una ricerca spirituale, per un voto, per trasformare la propria vita. Una delle vie più importanti è quella che da Assisi conduce a Roma e che ora viene riproposta, in tutto il suo significato religioso, artistico, culturale dall' Opera Romana Pellegrinaggi, che domani organizza una visita guidata, alla presenza del ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, Piero Gnudi, e da monsignor Liberio Andreatta, vice presidente dell'Orp, nella consapevolezza che il grande patrimonio spirituale, culturale e artistico che è proprio del territorio attraversato dalla Via che da Assisi conduce a Roma passando per Rieti debba essere valorizzato e conosciuto dal maggior numero di persone: ,  sottolinea Padre Cesare Atuire, amministratore delegato dell'Opera, perché . Percorrere a piedi un tratto di strada come la Via Francigena di San Francesco permette sia di conoscere angoli della cosiddetta “Italia minore” - che in realtà sono ricchi di storia e di spiritualità- sia di diventare  esperienza forte  per quanti sono in ricerca di una risposta alla domanda di senso della vita. La Via Francigena di San Francesco è un antico cammino diviso in  14 tappe e prende nome dalla predicazione itinerante del “poverello di Assisi” che già nel 1209 con pochi compagni si recò a Roma, dal Papa Innocenzo III, per avere una prima approvazione della “formula vitae”.