(Adnkronos) - Al raggiungimento dei primi risultati positivi sul governo delle liste di attesa si e' arrivati grazie a una migliore organizzazione sul fronte delle prestazioni specialistiche (come nel caso della Asl 5 di Oristano), all'acquisto di prestazioni da parte di alcune Asl da strutture private convenzionate, e inoltre attraverso una migliore trasparenza delle liste, pubblicate anche on line. Dai report emerge, ad esempio, che nelle strutture della Asl 2 di Olbia, per l'ambito ortopedico, si e' passati da 12 a 2 mesi di attesa. L'introduzione nel Cup (Centro unico di prenotazione) delle strutture private accreditate, oltre che specifici progetti di abbattimento delle liste, ha portato a buoni risultati anche nella Asl 8 (Cagliari e provincia), dove ad esempio, per una risonanza magnetica della colonna se al 1 ottobre 2011 nel pubblico erano necessari 108 giorni al 1 settembre 2012 l'attesa non ha superato i 31 giorni (nel privato si e' passati da 87 a 3 giorni). Per quanto riguarda l'Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, all'ospedale San Giovanni di Dio per un eco-colordoppler si e' passati da 107 giorni medi a 32. Dai report e' emerso tra l'altro come in alcuni casi non sia corretto parlare di liste di attesa quando ad esempio un utente che richiede una visita specialistica e ha la possibilita' di farla in tempi brevi, anche se in una sede a qualche chilometro dalla sua residenza, sceglie invece una struttura sanitaria "sotto casa", che magari in quel momento e' satura. E" accaduto anche che altri utenti si siano rifiutati di fruire di una visita in tempi brevi perche' magari desideravano farsi visitare da uno specialista in particolare. O, ancora, e' capitato che uno stesso paziente abbia richiesto la stessa prestazione (un'ecografia, ad esempio) ripetuta nel giro di pochissimi mesi. (segue)




