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Appello dei figli di Sakineh: "Il mondo non ci abbandoni"

Sajjad e Sahideh scrivono una lettera aperta: "Siamo preoccupati. Gli agenti hanno detto che una volta calata l'attenzione, la nostra vita sarà rovinata"
di Eleonora Crisafullisabato 18 settembre 2010
1' di lettura

La condanna alla lapidazione per l'iraniana Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata sospesa, ma i figli della donna non si sentono ancora al sicuro e in una lettera aperta lanciano un disperato appello alla comunità internazionale. "Aiutateci! Ci sentiamo soli - scrivono Sajjad e Sahideh Ghaderzadeh - e, tranne il nostro coraggioso avvocato Javid Hutan Kian, all’interno della Repubblica islamica siamo completamente abbandonati". I due denunciano di aver subito delle minacce: "Gli agenti dell’intelligence, quando avevano fatto irruzione nell’ufficio del nostro legale, ci hanno minacciati, dicendoci chiaramente che, anche se un giorno dovessimo riuscire a salvare la vita di nostra madre, non avremmo comunque mai pace. Loro ci renderanno la vita insopportabile. Gli agenti hanno poi detto che l'opinione pubblica mondiale adesso è attenta alla vita di nostra madre, ma che, una volta calata l’attenzione, non ci sarà più interesse per questa vicenda e allora la nostra vita sarà rovinata. Queste minacce rendono la nostra situazione tragica e ormai insostenibile. Non sappiamo cosa fare. Siamo soli e preoccupati. Peggio ancora, siamo stati rifiutati anche dai nostri parenti che non vogliono vederci perché sosteniamo nostra madre". L'unica speranza "siete voi in tutto il mondo. Le vostre pressioni esercitate tramite i media internazionali e la vostra vicinanza sono molto preziose per noi e vi supplichiamo di continuare a sostenerci. Non abbandonateci! Non lasciateci qui soli. Vi supplichiamo".

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