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Futuri e liberali

Appunto di Filippo Facci
di Tatiana Necchidomenica 12 settembre 2010
1' di lettura

Esercitazione per l’esame di giornalismo. Il candidato consideri che in Italia ci sono un mare di partiti e fondazioni e associazioni che corteggiano il futuro: c’è «Futuro e Libertà» di Gianfranco Fini, c’è «Italia Futura» legata a Montezemolo, c’è «Costruiamo il Futuro» di Maurizio Lupi, c’è «Identità e Futuro» di Adriana Poli Bortone, c’è «Futuro Plurale» (Futuri?) legato al Pd, eccetera. Consideri poi, il candidato, che ancora in Italia - come ha notato Luca Ricolfi sulla Stampa - c’è un oceano di forze politiche che si dicono liberali, immancabilmente liberali: per esempio i Liberali (quelli di Altissimo) e i Repubblicani e i Radicali; poi l’Udc di Pier Ferdinando Casini e l’Api di Francesco Rutelli, pure loro liberali; Montezemolo e i suoi amici ovviamente si dicono liberali, una parte del Pd è sicuramente liberale, senz’altro liberale è anche il progetto di Sergio Chiamparino; molti osservatori, infine, vedono nel partito di Fini una possibile destra liberale, mentre è noto che Forza Italia sin dal 1994 si atteggiava a partito liberale: di massa. Tutto ciò posto, il candidato ha a disposizione quattordici ore e venti per rispondere a due seguenti quesiti: 1) Com’è che pensano tutti al futuro e poi hanno l’età di Matusalemme?; 2) Com’è che si dicono tutti liberali e però hanno passato la vita nella Dc, nel Pci e nel Msi?