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Cnpr Forum, Leo (Mef): “Riforma all’insegna di compliance e semplificazioni”

Il viceministro dell’Economia e delle Finanze è stato protagonista dell’evento promosso dalla Fondazione Centro Studi Commercialisti che ha registrato oltre tremila connessioni
lunedì 5 ottobre 2026
Cnpr Forum, Leo (Mef): “Riforma all’insegna di compliance e semplificazioni”

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“I Testi unici rappresentano una tappa fondamentale della riforma fiscale, ma il punto di arrivo sarà il Codice tributario, che porteremo in Consiglio dei ministri entro ottobre”. Lo ha annunciato Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze, durante il Cnpr forum speciale “Il nuovo Fisco 2027”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, dedicato all’evento della Fondazione Centro Studi Commercialisti che ha registrato oltre tremila connessioni sulla piattaforma digitale.
“La riforma, finanziata con quattro miliardi di euro, riunisce oltre 400 interventi normativi in otto Testi unici e uniforma la disciplina delle imposte sui redditi, compresi i regimi speciali e forfettari. Per agevolare la transizione - ha spiegato Leo -, il Dipartimento delle Finanze predisporrà un programma digitale capace di collegare automaticamente i vecchi riferimenti normativi alle nuove disposizioni.
La tecnologia avrà un ruolo centrale: l’Amministrazione dispone di un miliardo di informazioni per le dichiarazioni precompilate, cinque miliardi di dati relativi agli Isa e oltre due miliardi provenienti dalla fatturazione elettronica”.
Il viceministro del Mef ha evidenziato anche il nuovo rapporto collaborativo tra Fisco e contribuente. “Il contenzioso tributario rappresenta il 50% di quello civile in Cassazione, ma nel primo semestre del 2026 i ricorsi sono diminuiti del 17%.
Tra gli strumenti principali figura il concordato preventivo biennale, con l’esonero dal visto di conformità, la riduzione di due anni dei termini di accertamento, l’esclusione degli interessi sulle rate e il ravvedimento speciale. Il Governo - ha concluso Leo - è intervenuto inoltre sul tax control framework, sulle rateizzazioni, sulla riscossione e sulle sanzioni, ridotte al 70%, con l’obiettivo di sostenere professionisti, imprese e contribuenti”.
Secondo Antonio Canu, presidente della Fondazione Centro Studi Commercialisti, “la professione vive una fase di grande fermento anche per la riforma del sistema fiscale, che intraprende la strada della semplificazione. Entro ottobre il nuovo Codice tributario sarà presentato al Consiglio dei ministri, mentre dal 1° gennaio 2027 entreranno in vigore otto Testi unici: aggiornarsi rappresenta una scelta di responsabilità”. 
La riforma punta a superare la stratificazione normativa che da decenni rende complessa l’applicazione delle regole fiscali. 
Andrea Bongi, responsabile del Comitato scientifico della Fondazione, ha reso noto che “si tratta del tentativo più importante degli ultimi quarant’anni di passare da una legislazione ‘a strati’ a una disciplina organica.
Gli otto Testi unici riguarderanno sanzioni tributarie amministrative e penali, tributi erariali minori, giustizia tributaria, versamenti e riscossione, registro e altri tributi indiretti, Iva, imposte sui redditi, adempimenti e accertamento. Prima dell’approdo al Codice tributario sarà però necessario gestire una fase transitoria, durante la quale vecchie e nuove disposizioni coesisteranno fino alla prescrizione delle attività di controllo relative al periodo d’imposta 2026”.
Sul Testo unico delle imposte sui redditi è intervenuto Giuliano Mandolesi (Odcec di Roma): “Il riordino riunisce in un unico corpus discipline finora contenute in normative separate: regime forfettario per imprese e professionisti, cedolare secca, locazioni brevi, plusvalenze immobiliari e rideterminazione del valore dei terreni. Per gli operatori sarà essenziale individuare la nuova collocazione delle norme e ricostruire i collegamenti con la disciplina ordinaria”.
La transizione avrà importanti ricadute anche sull’Iva. Emanuele Pisati (Odcec di Milano) ha spiegato che “i principi fondamentali dell’imposta non cambieranno, ma verrà modificato il sistema dei riferimenti normativi utilizzato quotidianamente. Studi e imprese dovranno aggiornare software, archivi, codici, automatismi contabili, descrizioni delle fatture e procedure interne”.
Sul versante sanzionatorio, Fabrizio Giovanni Poggiani (Odcec di Pistoia) ha ricordato che “il decreto legislativo 87/2024 ha introdotto il principio di proporzionalità, riducendo le penalità e consentendo, nei casi di manifesta sproporzione, un ulteriore abbattimento fino a un quarto. Il cumulo giuridico viene esteso al ravvedimento operoso, mentre restano esclusi gli omessi versamenti e le indebite compensazioni”.
Per Alessandro Pratesi (Odcec di Pistoia), l’accertamento sta evolvendo verso un modello fondato sulla collaborazione. In questa prospettiva si colloca il concordato preventivo biennale, attraverso il quale i soggetti Isa possono aderire alla proposta dell’Agenzia delle Entrate relativa a reddito e valore della produzione netta per due periodi d’imposta. Il contribuente ottiene maggiore prevedibilità, mentre il Fisco può concentrare i controlli sulle posizioni più rischiose.
Mario Chiappuella (Odcec di Massa Carrara) ha evidenziato “la portata degli interventi su Ires, Irpef, reddito d’impresa e contraddittorio preventivo. La riforma, ha osservato, dovrà favorire una distribuzione più equa della ricchezza e tradursi in una riduzione concreta degli adempimenti per contribuenti e professionisti”.
Le conclusioni dei lavori, coordinati da Anna Maria Belforte, sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili. Tra gli aspetti positivi, Longoni ha indicato il riordino normativo, il software ministeriale destinato a guidare il passaggio tra vecchie e nuove disposizioni e la stabilizzazione dell’Irpef su tre scaglioni, favorevole ai redditi medi. Rimane però irrisolto il nodo della semplificazione degli adempimenti, decisivo per valutare l’efficacia reale della riforma.
https://youtu.be/2eyA8vbjSlA