Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno è comune sentirsi più stanchi, meno energici e motivati. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un fenomeno temporaneo legato alla riduzione delle ore di luce e al cambiamento delle abitudini. In alcune persone, però, il calo dell’umore può essere più marcato e assumere le caratteristiche del disturbo affettivo stagionale (SAD), una forma di depressione legata alla stagionalità.
La luce è, infatti, uno dei principali segnali che regolano il funzionamento dell’organismo. Quando questa diminuisce molto, alcuni meccanismi che controllano sonno, vigilanza, energia e umore possono modificarsi, favorendo la comparsa di sintomi depressivi.
Ma in cosa consiste nello specifico? Lo spiega la professoressa Cristina Anna Colombo, primario dell’Unità Disturbi dell’umore dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro di Gruppo San Donato e ordinario di Psichiatria all’Università Vita-Salute San Raffaele.
Cos’è la depressione stagionale
«Il disturbo affettivo stagionale compare generalmente nei mesi caratterizzati da una minore esposizione alla luce solare. È associato a un’alterazione dei ritmi biologici interni, cioè a un possibile disallineamento dell’orologio biologico - spiega la prof.ssa Colombo -.
La condizione è più frequente nei Paesi nordici, dove le giornate invernali sono particolarmente brevi, mentre in Italia è relativamente meno comune. Anche nel nostro Paese, tuttavia, la quantità di luce naturale può influenzare il benessere psicologico nelle persone maggiormente predisposte».
Sintomi: come riconoscerla
I sintomi, che possono essere simili a quelli delle altre forme depressive, possono includere:
-umore depresso o senso di vuoto;
-stanchezza e perdita di energia;
-difficoltà di concentrazione;
-riduzione della motivazione;
-perdita di interesse per hobby e relazioni;
-alterazioni del sonno;
-cambiamenti dell’appetito.
Nel disturbo affettivo stagionale sono frequenti anche caratteristiche cosiddette “atipiche”: alcune persone tendono a dormire più del solito e ad avere maggiore appetito, soprattutto per alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati, con possibile aumento di peso.
Depressione stagionale e depressione: qual è la differenza?
Non ogni peggioramento dell’umore durante l’inverno indica una depressione stagionale. «La depressione può comparire in qualsiasi momento dell’anno ed essere influenzata da fattori biologici, psicologici e ambientali – sottolinea l’esperta -. Il disturbo affettivo stagionale, invece, segue un andamento legato alla diminuzione della luce naturale e tende a manifestarsi nuovamente negli stessi periodi dell’anno».
Anche la tristezza non va confusa con la depressione: è un’emozione normale, spesso legata a un evento specifico. Nella depressione la sofferenza è invece più profonda e persistente e può compromettere la capacità di provare interesse e piacere e di svolgere le normali attività quotidiane.
Il ruolo della luce e la fototerapia
La luce naturale contribuisce a sincronizzare i ritmi circadiani, che regolano l’alternanza tra sonno e veglia. Una sua riduzione può alterare questi meccanismi e influenzare sonno, energia e umore.
Per questo la fototerapia, che prevede l’esposizione quotidiana a una luce artificiale intensa, generalmente di circa 10.000 lux, può essere utilizzata nel trattamento del disturbo. L’obiettivo è riprodurre in parte l’effetto della luce naturale e favorire il corretto funzionamento dei ritmi biologici. Il trattamento può essere associato, quando indicato, a supporto psicologico e terapia farmacologica.
Stile di vita e prevenzione
Ci sono alcune abitudini che possono contribuire a sostenere Il benessere psicologico:
-esporsi regolarmente alla luce naturale;
-mantenere orari di sonno regolari;
-praticare attività fisica con costanza;
-seguire un’alimentazione equilibrata.
«Anche camminare a ritmo sostenuto può avere effetti positivi sul benessere e sull’umore – prosegue -. Praticare attività fisica con regolarità, in particolare nelle prime ore della giornata, rappresenta una strategia non farmacologica utile per mantenersi attivi e contrastare la sedentarietà».
Anche le abitudini alimentari possono contribuire al benessere psicofisico. Una dieta varia ed equilibrata non rappresenta una terapia per la depressione, ma può favorire la salute dell’organismo e sostenere l’equilibrio del microbiota intestinale.
Quando rivolgersi a uno specialista
È sbagliato confondere la depressione stagionale con un semplice calo di energia. Quando i sintomi persistono, si ripresentano stagionalmente o interferiscono con la vita personale, sociale e lavorativa, è opportuno rivolgersi a uno specialista.
«Un intervento tempestivo - conclude Colombo - permette di individuare strategie personalizzate, che possono comprendere fototerapia, sostegno psicologico, cambiamenti nello stile di vita e, quando necessario, terapia farmacologica».




