Riforma Cartabia

M5s, "ala dura contro la Serracchiani". Tragicomico capolavoro della piddina: Draghi rischia la crisi per colpa sua

La fiducia sul decreto Giustizia ha preso in  contropiede tutto il M5s, Giuseppe Conte in testa. Mario Draghi ha deciso di prendere in mano le redini della situazione prima che tutto si impantanasse. Il premier, però, non ha chiuso tutte le porte: "Siamo aperti e disponibili a miglioramenti di carattere tecnico. Se ci fossero, si tratterà di tornare in Consiglio per chiedere l’autorizzazione alla fiducia anche sui nuovi testi", ha detto in conferenza stampa. I paletti, però, sono chiari: "Le modifiche devono essere di carattere tecnico e non devono stravolgere l’impianto". E poi: "Modifiche condivise, non emendamenti presentati da una parte".

 

 

 

Dall'altra parte ci sono i grillini, che nei giorni scorsi hanno attaccato la riforma Cartabia, parlando di "impunità" e chiedendo grossi cambiamenti. La ministra della Giustizia, però, non ha mai minimizzato le contestazioni dei pentastellati. Anzi ha spiegato che quelle del M5S non sono provocazioni, ma "preoccupazioni da prendere seriamente in considerazione". Aggiungendo, poi, che quella sul tavolo "non è la riforma della prescrizione, ma una riforma complessiva della giustizia per evitare processi lunghi e l’impunità".

 

 

 

Per ora, comunque, come riporta la Repubblica l'ala dura del Movimento è contro il lodo Serracchiani (fino al 2024 gli Appelli possono durare tre anni anziché due). Ma nel frattempo il leader in pectore dei 5 Stelle sarebbe in costante contatto con Draghi e con la ministra. Starebbe lavorando per una mediazione, dando seguito a quell’approccio costruttivo ribadito nell’incontro col premier a inizio settimana, con l’obiettivo di soddisfare il bisogno di giustizia da parte dei cittadini e insieme velocizzare i processi.