Regione Lazio

Nicola Zingaretti, spunta il nome della sorella: lo scandalo travolge il Pd

Brunella Bolloli

A Roma sta per cominciare la Festa del Cinema, appuntamento glamour creato dall'allora sindaco Veltroni per aumentare i consensi. Ma in attesa degli attori veri che sfileranno sul red carpet dell'Auditorium, gli appassionati del genere gangster o commedia all'italiana possono seguire le vicende del Pd del Lazio: tra risse, insulti e guerra tra bande, il divertimento è assicurato.

C'è il presunto pistolero Albino Ruberti, colui che gli addetti ai lavori fino a un mese fa definivano «l'uomo più potente di Roma e del Lazio», con le mani in pasta nei dossier più delicati e capaci di far naufragare un governo, come quello dell'inceneritore, protagonista di scene degne di Gomorra quando urla: «Inginocchiati o sparo!» a chi non la pensa come lui come i potentissimi fratelli De Angelis, signori dei voti in Ciociaria, o «Mettimi le mani addosso», come nell'ultimo audio che lo riguarda sulle mascherine.

 

 

 

C'è il governatore Nicola Zingaretti, fallimentare segretario del partito costretto a invocare l'arrivo (poco fortunato) di Enrico Letta da Parigi pur di togliersi dal clima ostile del Nazareno. Ora è andato in Parlamento pur di scampare ai guai della Regione, bacchettata dalla Corte dei Conti per le mascherine pagate a peso d'oro a spese dei contribuenti. Zingaretti è stato eletto deputato e tra pochi mesi si voterà nel Lazio, ma lui non può uscire di scena così: c'è un nuovo scoppiettante episodio che riguarda la sua gestione trasmesso ieri sera da Le Iene, su Italia 1. Qui i pop corn sono assicurati perché nel "film" entra pure la sorella di Zinga, Angela.
 

 

 

 

GESTIONE EMERGENZE - Tutto nasce dalla richiesta dell'imprenditore Filippo Moroni, proprietario della società cinese Ono Shenzen Electronics, di fornire 50 milioni di mascherine alla Regione. È il 19 marzo 2020 e Moroni manda una mail all'Agenzia di Protezione civile del Lazio, guidata da Carmelo Tulumello, "promosso" al vertice delle emergenze regionali grazie al suo passato di comandante della polizia locale di Fara Sabina e alla candidatura a sindaco, nel 2016, della stessa cittadina nel Reatino. L'avversario ha vinto con il 55% dei consensi, però in soccorso dello sconfitto Tulumello è arrivato l'amico Nicola, che lo ha nominato direttore dell'Agenzia di Protezione Civile della Regione Lazio garantendogli un bello stipendio. Ma l'ex vigile urbano stavolta non c'entra. Ciò che ha attirato, invece, le attenzioni dei segugi delle Iene sono i due nomi scritti in alto nella mail con cui Moroni si offre alla Regio1 ne: "la signora Rita presso Fabio De Luca". Bene. Della signora Rita pare non ci sia traccia negli uffici della Pisana che si occupano di dispositivi di protezione, mentre Fabio De Luca altri non è che il maestro di pilates di Angela Zingaretti. Ma è mai possibile che un imprenditore che sta per vendere merce per 50 milioni di euro ad un'amministrazione pubblica indirizzi la mail con i preventivi a due soggetti estranei alla vicenda?
Alla fine è lo stesso Moroni che ammette: «Rita di cognome fa "spalanco le porte" perché dopo giorni che mandavo mail, mettendo quel nome mi hanno risposto».
E De Luca? Pare che Angela si sia molto arrabbiata e abbia minacciato di denunciare tutti. E questo, dopo la ditta di lampadine che doveva fornire camici in pieno Covid e aveva come intermediario l'istruttore di karate del vicecapo di Gabinetto di Zingaretti, è emblematico di come la Regione sceglieva i fornitori.

 

 

 


SBANDAMENTO - Un disastro spesso denunciato da Roberta Angelilli, dirigente di Fratelli d'Italia, che parla di «un Pd trionfo della superficialità e in pieno sbandamento, tenuto insieme solo dalla smania di potere». Rincara la dose la collega di partito Chiara Colosimo, consigliera regionale ora eletta alla Camera: «Quanto rivelato dai mezzi di informazione è gravissimo e getta un'ombra pesante sulla gestione dei soldi pubblici da parte della giunta di Zingaretti. Il governatore ha il dovere di spiegare e di chiedere scusa se ne ha il coraggio ai cittadini del Lazio, che fortunatamente tra poco lo vedranno togliere il disturbo». Per decidere, però chi sarà il candidato dem voleranno i coltelli. In lizza ci sono il vicepresidente Daniele Leodori, il segretario regionale Bruno Astorre, l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato e l'ex presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra. Prepariamoci al cinema.