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Toghe, "ora azione più invasiva". Tam tam, arriva la "vendetta" su sicurezza e immigrazione?

martedì 24 marzo 2026
 Toghe

 Toghe (Lapresse)

2' di lettura

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, nei Palazzi romani serpeggia un sospetto: sta per arrivare l'ora della "vendetta" di certa parte della magistratura nei confronti della politica, e in particolare del centrodestra?

A dirlo, tra le righe, è stato già il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, ieri nel tardo pomeriggio quando l'esito del voto era già chiaro. "Il risultato di questo referendum è quello di legittimare una azione della magistratura su una serie di temi che per gli italiani oggi sono dirimenti: noi vediamo che l'azione del governo spesso viene rallentata sul fronte di immigrazione e sicurezza da decisioni che la magistratura non condivide e che potrebbero essere rafforzate in futuro, questa è una delle principali preoccupazioni".

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Parlando con l'agenzia Ansa, il braccio destro della premier Giorgia Meloni ha sottolineato come gli italiani "chiedono a questo governo, ma chiederebbero a qualsiasi governo, maggior controllo dell'immigrazione illegale e di essere maggiormente incisivi in termini di sicurezza. Finora su questi due argomenti abbiamo visto che molte delle norme attuate vengono poi indebolite da decisioni prese dalla magistratura: all'esito del referendum la preoccupazione è che questa azione potrebbe diventare ancora più invasiva". 

Sulla questione è intervenuto questa mattina anche Carlo Nordio, ministro della Giustizia e "padre" della riforma bocciata dal voto popolare: "Non la considero una sconfitta personale. Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l'impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno", ha ammesso il Guardasigilli in una intervista al Corriere della Sera

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A fermarsi sarà "la limitazione della custodia cautelare" che "potrebbe essere più difficile", per esempio. Il ministro concorda con Fazzolari: l'azione delle toghe, dopo questo voto, "limiterà l'iniziativa politico-parlamentare in alcuni ambiti a cominciare dall'immigrazione". "Adesso - ha aggiunto - dobbiamo dedicarci all'efficientamento della giustizia: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr. Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo".

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Comunque, ribadisce riferendosi anche alle polemiche che hanno investito il suo sottosegretario Andrea Delmastro e la capog di Gabinetto Giusi Bartolozzi, "non ci saranno modifiche nella compagine ministeriale". I referendum costituzionali, ha proseguito, "sono sempre finiti male, salvo quello sull'abolizione di una quota di parlamentari. In più gli altri hanno attribuito al referendum un significato politico". Per questo nel centrosinistra, secondo lui, "ora si aprirà una lotta accesa per la sua paternità e conseguentemente per la leadership nel Campo largo, che diventa unito solo quando dice no".