"Dopo i partecipanti ai rave parties, i 'maranza', gli scafisti o presunti tali, i minori autori di reato, questa volta tocca ai 'gruppi organizzati di manifestanti' maggiorenni e minorenni, essere additati quali nemici dichiarati dell’ordine pubblico". Sul sito di Magistratura Democratica è apparso un articolo destinato a far discutere. Il pezzo è stato pubblicato all'indomani della liberazione di Youssef Siher, considerato dai pm la mente dietro alla pagina "Movimento 17 ottobre". Le toghe rosse, con questo articolo, hanno ribadito la loro ferma opposizione al governo Meloni. E, in un calderone piuttosto confuso, mettono insieme rave party, maranza e scafisti, addirittura considerati "presunti tali".
Immancabile poi l'immagine del governo autoritario, tanto cara a personaggi come Ilaria Salis: "Il ricorso a strumenti di tipo meramente repressivo nella gestione del dissenso, soprattutto se in contrasto con i principi costituzionali che presiedono all’individuazione degli oggetti e delle tecniche di tutela penale, lungi dal garantire una migliore protezione dello Stato democratico, lo indebolisce. Contribuendo ad accreditare un’immagine autoritaria del potere e delle istituzioni, ma anche dimostrando l’insufficienza dei mezzi ‘ordinari’, si finisce, infatti, per mettere in discussione la validità degli stessi principi e dei valori su cui l’ordinamento si fonda".
Il diritto di saccheggio
Dal tribunale di Milano arriva un sostanziale via libera ai saccheggi delle città. La gip Tiziana Landoni ha infa...E ancora: "Desta, infine, preoccupazione come la normazione securitaria e il clima repressivo stiano facendo varco anche nella lettura dei fatti e nelle valutazioni delle condotte operate dalla magistratura, laddove si ricorre alla contestazione di condotte di reati contro l’ordine pubblico ben oltre lo stretto confine del pericolo concreto, oppure laddove si allarga impropriamente la criminalizzazione della istigazione fino a comprimere condotte di mera manifestazione di pensiero. L’interpretazione libera da pressioni politiche ed allarmi e orientata dalla Costituzione dimostra ancora una volta e ha sempre dimostrato di essere l’unica risposta di uno Stato che voglia dirsi ancora di diritto".




