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Aquila, la Bruni si commuove

"Vi sono vicina, sono italiana"

10 Luglio 2009

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Aquila, la Bruni si commuove
Altre lacrime di commozione tra le macerie di L’Aquila. Sono quelle di Carla Bruni, prima donna di Francia, che è arrivata nel capoluogo abruzzese sede del G8 dopo essersi fatta desiderare. Non ha condiviso momenti che le altre First ladies atterrate in Italia, se n’è rimasta in disparte evitando accuratamente di partecipare agli incontri ufficiali, ma oggi ha recuperato il tempo perso.
"Anche io sono italiana" - “Per me la priorità vera era stare qui tra la gente che soffre e che ammiro per il coraggio che ha avuto”, ha raccontato ai giornalisti che l’hanno scortata nel corso del tour aquilano. Si è commossa come ieri era accaduto a Michelle Obama (“La conosco da tempo ed è sempre un piacere incontrarla”, ha precisato a proposito la Bruni), e ha incontrato diverse persone, come una dottoressa alla quale ha confessato: “Per me è un onore incontrarvi, meno male che non vi siete arresi”.  D’altronde “l’Abruzzo è una terra bellissima e la sua gente è tosta”. “Io sono con loro”, ha aggiunto, e starà al loro fianco da italiana. A Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, che le sta vicino ha spiegato: “Io sono stata colpita da questo terremoto, anche io sono italiana. Non finisce qui”.
È quasi un vizio quello della prima dama dell’Eliseo: a volte ci tiene a precisare che ormai la sua patria è la Francia – soprattutto se serve a montare la polemica contro il governo e il suo premier Silvio Berlusconi; in altre occasioni, come quella di L’Aquila, cambia decisamente opinione. Una italiana a intermittenza.
L'offerta di 3,2 milioni di euro - Ha visitato anche l’ospedale San Salvatore, fermandosi a parlare con gli ammalati. Le hanno regalato un mazzo di girasoli e lei, per contraccambiare, ha assicurato che la Francia donerà 3,2 milioni di euro per finanziare la ricostruzione di una delle chiese del terremoto del 6 aprile. “Sono felice - ha detto la premiere dame - di poter annunciare che la Francia si addebiterà metà dei costi per la ricostruzione della cupola della chiesa di Santa Maria del Suffragio”.
Perché ha atteso tutto questo tempo per uscire allo scoperto? “Mio marito non mi chiede mai di venire ai grandi vertici a meno che non ci siano cene ufficiali nelle quali la presenza delle spose sia richiesta”, ha risposto Carlà. “Quando non c'è niente di ufficiale – ha proseguito - non mi chiede di venire anche perché non avrei molto da fare”.

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Commenti all'articolo

  • Lumenovic

    15 Luglio 2009 - 09:09

    AH AHA AHAHAHHHHAAAAA HAH HAHAH HA HA. Prima dice sono francese, poi dice sono italiana, forse anche marocchina, poi brasigliana, poi anche marziana, pur di parare il ...

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  • LuigiFassone

    14 Luglio 2009 - 08:08

    Speriamo si decida una buona volta,Carlà Brunì in Sarkozì,nata italianissima,a Torino. Prima italiana,poi,dopo le elezioni plurime di Silvio,mica italiana,mai più, e adesso,guarda tu cosa fa la commozione,di nuovo italiana. E come quel tale che quando esce di casa "Cara,che dici, mi porto l'ombrello ?" Poco dopo "ma no , meglio lo lasci a casa" per poi tornare a prenderlo...

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  • jack1980

    13 Luglio 2009 - 08:08

    Perché questi idioti non pensano a pagare per ospedali e scuole? Chissenefrega delle chiese? Anche vi se fossero opere d'arte all'interno, sarebbero comunque meno importanti del resto.

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