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Cacciari, addio alla politica:

"Falliti tutti i miei progetti"

2 Novembre 2009

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Cacciari, addio alla politica:
Dopo l'addio di Francesco Rutelli, uno dei fondatori del progetto democratico, arriva lo strappo di Massimo Cacciari. Il sindaco di Venezia spiega al Corsera: «continuerò a dire la mia, ma non accetterò più impegni organizzativi. Ho già dato, serve realismo. Trent'anni fa speravo con altri di poter imprimere una svolta al Pci. Poi ci ho provato con Occhetto, quindi con il partito dei sindaci, con l'Asinello di Prodi, con la Margherita e infine con il Pd. Quel che ora dice Rutelli io l'avevo detto molto tempo prima. A chi dovrei continuare a predicare?»

Poi aggiunge: «Non intendo più candidarmi a nulla. Nel 2010 non farò più il sindaco di Venezia nè il deputato. Basta. Quante volte occorre essere sconfitti nella vita?».
Della nuova direzione impressa al Pd con l'elezione di Bersani dice solo che «sarà la cosa 2,3 o 4 di D'Alema. E' un dramma - insiste - quel che si profila nel Pd. L'intesa col centro è inevitabile e 'sta frittata qui, un centrosinistra da prima Repubblica che è il vecchio disegno di D'Alema, non m'interessa culturalmente. Anche se è l'unica via per sconfiggere Berlusconi».
Ma per il professore non ci sono i margini per restare nella politica. Salva Francesco Rutelli, al quale è legato da una profonda amicizia:«Condivido la sua scelta - commenta - ma io con l'Udc non ho nulla a che vedere. Nè con gli altri».
Così la decisione del ritiro, per Cacciari «una liberazione. Non vedo l'ora di tornarmene all'università», ha concluso.

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Commenti all'articolo

  • mrjeckyll

    09 Novembre 2009 - 08:08

    La ringrazio. Ma in effetti non credo che un sindaco possa decidere di grandi cose (a parte i 110 milioni di euro all'anno che escono dal Casinò municipale! ora c'è la crisi e ne escono solo 90, in calo). Il Ponte di Calatrava? è così che tutti lo chiamano, mica Ponte della Costituzione, che sarebbe il nome ufficiale scelto da Cacciari, con grande autorità. L'unica cosa autorevole che ha fatto. Bella trovata, come se ci si dovesse vergognare della Costituzione Italiana per cui è stato versato così tanto sangue ... PONTE DELLA VERGOGNA è il gergo più usato dai veneziani. Ma anche Ponte dei Rossi, dei Comunisti o della Coop che è giusto davanti: dovrei ammettere che io sono uno dei quindici o venti veneziani che considerano il ponte un'opera fondamentale ... per fare comodamente la spesa col carrello! Stia attenta quando viene a Venezia perchè il ponte è incredibilmente scivoloso e le alzate dei gradini sono alla "comunista", un inganno ottico che prima o poi ti fa inciampare. Ma fino al momento in cui il (post)comunista non sbatte le gengive sui gradini, il ponte è meraviglioso e pratico. L'uscita di scena di Cacciari servirà a poco, vedremo cosa farà la Lega: qui c'è bisogno di Gentilini, basta pagliacci, siamo stufi. Spero che in futuro Le venga offerta una Venezia più decente e accogliente cara Mariser.

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  • mariser

    06 Novembre 2009 - 17:05

    Capisco il suo risentimento. Amo Venezia, la mia seconda "patria", che mi ha regalato momenti bellissimi, dai tempi dell'università a oggi.Non ho la fortuna di abitarci ora ma ci torno sempre molto volentieri e non posso non notare come nel tempo si sia trasformata. Una delle cose che mi ha ferito maggiormente è stato quell'orrendo ponte moderno che ha offeso i miei occhi, abituati al ponte di Rialto, dei sospiri,dell'accademia ... come avete potuto permettere una cosa del genere? Mi scusi, so bene che noi cittadini talvolta dobbiamo subire le scelte dei nostri amministratori, ma quando è troppo, è troppo. Ho amici a Venezia e dintorni e le garantisco che la pensano come lei.Vi auguro che l'uscita dalla scena politica di Cacciari serva a restituire il giusto decoro e lustro a Venezia che merita molto di più di quanto il filosofo abbia dato o appoggiato.Insomma, il prossimo sindaco sceglietevelo meno filosofo ma più attento e meno clientelare, convinta come sono che non poteva non sapere degli affari della famiglia Vianello. Tanti auguri e un saluto particolare alla sua e mia cara Venezia.

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  • mrjeckyll

    06 Novembre 2009 - 10:10

    L'Aristotele del III millennio abbandona la politica prima che la politica, al prossimo turno elettorale, prenda lui a calci in [email protected] Bravo e coerente, un vero signore. Ovviamente, il nostro caro non ha alcuna responsabilità sul degrado e la corruzione che dilagano nella mia città: ci si potrebbero fare una dozzina di puntate delle Jene o di Striscia la Notizia, parlo di cose che sanno tutti, ma non lui, lui no, povero: CACCIARI, FAI SCHIFO, TU, TUO FRATELLO KOMPAGNO KOMUNISTA PAOLO E QUEL DELINQUENTE LEGALIZZATO DI TUO NIPOTE TOMMASO, CHE SI APRANO LE ACQUE DELLA LAGUNA E CHE POSSIATE INABISSARVI NELLA MELMA PIU' LURIDA PER SEMPRE, grazie.

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