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Mantovano: Spatuzza anomalo

Parla dopo i 180 giorni previsti

30 Novembre 2009

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Mantovano: Spatuzza anomalo
 Sul caso del pentito Gaspare Spatuzza «le osservazioni di non meglio precisati, e comunque anonimi, 'ambienti giudiziari siciliani' fanno emergere alcune anomalie». Lo sostiene il sottosegretario all'Interno e presidente della Commissione centrale programmi di protezione, Alfredo Mantovano. «La prima anomalia - spiega Mantovano - è che la proposta di ammissione al programma di protezione di Gaspare Spatuzza finora è stata avanzata esclusivamente dalla procura distrettuale antimafia di Firenze; a che titolo ne parlano (pur anonimi) 'ambienti giudiziari siciliani'? La seconda: se tali ambienti, come pure importanti testate giornalistiche, paiono parlarne con cognizione di causa, perchè le dichiarazioni di Spatuzza, nella loro interezza o per sintesi, non sono state trasmesse dalla procura di Firenze alla Commissione centrale sui programmi di protezione, cioè al solo organo chiamato a decidere sul suo ingresso nel programma?». La terza anomalia, prosegue il sottosegretario, è che «chi ha la bontà di rileggere le risposte da me date ieri all'agenzia ANSA, da questa correttamente riportate, non troverà un cenno alla inutilizzabilità in giudizio delle dichiarazioni rese da un collaborante oltre il limite dei 180 giorni dall'inizio delle stesse; il problema che ho posto è se il collaborante ha ottemperato all'obbligo di riferire quanto a sua conoscenza entro i 180 giorni. Un obbligo che non coincide col riferire in estrema sintesi». Nelle stesse dichiarazioni di ieri, aggiunge, «ho posto una clausola di cautela: '...sempre che le cose stiano come riportate dai giornali'. Se gli anonimi 'ambienti giudiziari siciliani' entrano nel merito della utilizzabilità ai fini del giudizio, vuol dire che è vero che Spatuzza ha parlato oltre i 180 giorni e che è altrettanto vero che quelle pubblicate su taluni giornali sono effettivamente le sue dichiarazioni. Gli 'anonimi siciliani' trovano tutto questo lecito e non anomalo?».

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Commenti all'articolo

  • visitor49

    02 Dicembre 2009 - 17:05

    Finchè i pentiti servono per incastrare Riina o Provenzano vanno benissimo se invece tirano dentro qualche personaggio eccellente allora si comincia ad insinuare un uso scorretto dei collaboranti fino a delegittimarli del tutto e si finisce magari col mettere sul banco degli imputati i magistrati antimafia che ricorrono a questo strumento d'indagine. Ciascuno ha, ovviamente, la propria opinione sui pentiti e come tale va rispettata, ma separando i fatti dalle opinioni, è un fatto che senza Buscetta il maxiprocesso che portò alla condanna definitiva di gran parte dei 475 imputati non si sarebbe fatto, così come non si sarebbero avuti i buoni risultati successivi. Certo la dichiarazione del collaborante non basta, occorrono altre forme d'indagine, in primis le intercettazioni, e altri riscontri, ma i pentiti restano uno strumento fondamentale di lotta alla mafia

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  • brasskit

    02 Dicembre 2009 - 10:10

    Spatuzza è tutta una anomalia: parla di cose lontane quasi vent'anni, parla per sentito dire e non per conoscenza diretta dei fatti, parla oltre i termini previsti dalla legge ma la magistratura palermitana ha appena detto che Spatuzza è attendibile. certo, ha avuto il tempo di costruire il teorema che piace ai magistrati ed allora Spatuzza è credibile come un galantuomo. Viene da pensare amaramente che se un delinquente viene nobilitato a galantuomo chi lo considera tale è un delinquente.

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  • antari

    01 Dicembre 2009 - 09:09

    siano ignorate le dichiarazioni di Spatuzza. Cosi' chi (altri) ha interesse parlera', oppure stara' zitto *_*

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