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Campi flegrei, l'esperto: "Eruzione più vicina di quel che si pensi. I vulcani invisibili..."

Cristina Agostini
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Pozzuoli, nel cuore dei Campi flegrei, esala zolfo e qui la terra si alza in modo impercettibile di settimana in settimana. Il Vesuvio che svetta oltre Napoli fa più paura perché, come dicono i partenopei "chillo non sfoga, la solfatara sì, fuma sempre". Tecnicamente però i Campi flegrei sono meno sorvegliabili e potenzialmente più pericolosi. La camera magmatica profonda si trova alla stessa distanza dalla superficie terrestre, circa 8 chilometri. Solo che il livello di allerta per il Vesuvio è verde, per i Campi Flegrei giallo, dunque più alto, dal 2012. Riporta il Giornale che nei 100 chilometri quadrati del vulcano più esteso d'Italia, a settembre per la prima volta la Regione Campania ha predisposto un piano di evacuazione di massa e il prossimo anno si svolgerà la prova generale: una parte dei cittadini parteciperà a una simulazione di fuga organizzata dalla Protezione civile nazionale. Intanto, sulla rivista di settore Nature Communications è stato pubblicato uno studio che allerta su un innalzamento del rischio eruzione: "La Caldera dei Campi Flegrei è più vicina all'eruzione di quanto si pensi", scrivono i ricercatori dell'University College di Londra. All'Osservatorio Vesuviano, che si trovano in uno dei quartieri che vivono sul magma lavorano 95 persone tra sismologi, vulcanologi, geodeti, geochimici e informatici che monitorano con centinaia di stazioni in terra e quattro in mare composizione chimica delle solfatare, deformazione delle rocce, frequenza e intensità dei sismi (l'allarme scatta con magnitudo 1,5 per i Campi Flegrei e 2 per il Vesuvio) Il passaggio all' allerta gialla è dovuto non tanto alla sismicità - la media dei terremoti mensili è di circa 30-40 scosse al mese, negli anni '82-'84 si arrivava al migliaio - quanto soprattutto alla composizione chimica delle fumarole. L' anomalia dei parametri geochimici ha suggerito di passare al livello di attenzione. 

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