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Noemi, i detenuti e gli agenti di Secondigliano in campo per la bimba ferita in strada

Giuliana Covella
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Parleranno prima agli studenti del territorio nelle loro scuole, poi scenderanno in campo per disputare un quadrangolare per la legalità e la non violenza dopo l'ultimo episodio accaduto a Napoli. A Secondigliano, quartiere dell'area nord del capoluogo partenopeo, detenuti, agenti di polizia penitenziaria e volontari si sfideranno sul campo di calcio per Noemi. Sarà dedicato alla bimba di quattro anni rimasta ferita in una sparatoria a piazza Nazionale lo scorso 3 maggio e alla lotta contro la violenza criminale “Noi di Secondigliano”, terza edizione del “Fair Play E-Vent Cup” dal titolo «Giochiamo il futuro calciando il passato», ideato da Franca Lovisetto della E-Vent e Piermassimo Caiazzo dell'associazione O.C.C.T. che promuove l'evento insieme all'associazione Sguardo Sociale, in collaborazione con il Centro penitenziario di Secondigliano, l'Istituto comprensivo Giovanni Pascoli II-Marta Russo Plesso Carbonelli e la parrocchia dei Sacri Cuori e il Centro sportivo Andrea Capasso, con il patrocinio della VII Municipalità. Obiettivo dell'iniziativa, che verrà presentata martedì 14 maggio, alle ore 11, presso la casa circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano, è di favorire iniziative con gli studenti delle scuole del quartiere (quarte e quinte delle elementari e medie inferiori) per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e delle devianze minorili e della violenza in generale. Alla conferenza stampa di presentazione parteciperanno, oltre alla Lovisetto e a Caiazzo: Giulia Russo, direttrice del carcere di Secondigliano; Antimo Cicala, commissario capo della polizia penitenziaria e comandante del reparto di Napoli Secondigliano; Maurizio Moschetti, presidente della VII Municipalità; Anna Maria Spiezia, consulente esterno alle politiche sociali della VII Municipalità; padre Giovanni Russo, cappellano del carcere di Secondigliano; padre Vincenzo D'Antico, parrocco della chiesa dei Sacri Cuori di Secondigliano; Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito (il tifoso partenopeo morto nel giugno 2014); Alfredo Capasso, titolare dell'omonimo Centro sportivo di via Limitone d'Arzano; Monica Marasco, dirigente scolastico dell'IC Giovanni Pascoli II - Marta Russo. Modera Celeste Napolitano, dell'associazione Amae. Il progetto si avvale in particolare della mediazione dello sport come elemento di raccordo tra i minori del territorio, spesso preda di falsi miti, e i detenuti che metteranno a disposizione le loro esperienze per insegnare ai ragazzi che la vita, come una partita di calcio, va giocata con impegno e serietà nel rispetto delle regole e dell'altro. Ancora una volta i carcerati metteranno a disposizione dei ragazzi le loro storie ed esperienze di vita come un “indicatore sociale” che descrive un pericolo da evitare e in cui si potrebbe incorrere pagando gravi conseguenze. Due gli appuntamenti della manifestazione: il 16 maggio, con il dibattito e confronto con gli alunni delle classi elementari presso l'Istituto comprensivo Giovanni Pascoli 2 - Marta Russo, dove le tematiche trattate riguarderanno: devianza e criminalità; società e individuo; attività di prevenzione della polizia di Stato; bullismo; violenza in genere; reinserimento dei detenuti nel tessuto sociale; attività dei detenuti all'interno del carcere; violenza sulle donne. E il 17 maggio, presso il Centro sportivo A.S.D. Andrea Capasso, dove si disputerà l'incontro-dibattito tra reclusi e alunni e, a seguire, il quadrangolare di calcio a 5 “3 °Fair Play E-Vent Cup 2019” tra detenuti casa circondariale di Secondigliano; polizia penitenziaria di Secondigliano; Vivi Secondigliano; Associazione O.C.C.T. Il Fair Play avrà anche quest'anno fini umanitari e filantropici. L'iniziativa, a cura dell'associazione internazionale O.C.C.T. nata nella sede centrale di Cittadella (Padova), prevede una raccolta fondi per l'acquisto della Digni-Cap (speciale “casco” per evitare la caduta dei capelli durante le sedute di chemioterapia) da donare al reparto oncologico dell'ospedale di Cittadella, che sarà gestito insieme alle associazioni Altre Parole e Insieme per Mano ad uso gratuito per i pazienti che ne avranno necessità. di Giuliana Covella

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