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Fair play

Noemi, i detenuti e gli agenti di Secondigliano in campo per la bimba ferita in strada

13 Maggio 2019

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Noemi, i detenuti e gli agenti di Secondigliano in campo per la bimba ferita in strada

Parleranno prima agli studenti del territorio nelle loro scuole, poi scenderanno in campo per disputare un quadrangolare per la legalità e la non violenza dopo l’ultimo episodio accaduto a Napoli. A Secondigliano, quartiere dell’area nord del capoluogo partenopeo, detenuti, agenti di polizia penitenziaria e volontari si sfideranno sul campo di calcio per Noemi. Sarà dedicato alla bimba di quattro anni rimasta ferita in una sparatoria a piazza Nazionale lo scorso 3 maggio e alla lotta contro la violenza criminale “Noi di Secondigliano”, terza edizione del “Fair Play E-Vent Cup” dal titolo «Giochiamo il futuro calciando il passato», ideato da Franca Lovisetto della E-Vent e Piermassimo Caiazzo dell’associazione O.C.C.T. che promuove l’evento insieme all’associazione Sguardo Sociale, in collaborazione con il Centro penitenziario di Secondigliano, l’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli II-Marta Russo Plesso Carbonelli e la parrocchia dei Sacri Cuori e il Centro sportivo Andrea Capasso, con il patrocinio della VII Municipalità. Obiettivo dell’iniziativa, che verrà presentata martedì 14 maggio, alle ore 11, presso la casa circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano, è di favorire iniziative con gli studenti delle scuole del quartiere (quarte e quinte delle elementari e medie inferiori) per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e delle devianze minorili e della violenza in generale. Alla conferenza stampa di presentazione parteciperanno, oltre alla Lovisetto e a Caiazzo: Giulia Russo, direttrice del carcere di Secondigliano; Antimo Cicala, commissario capo della polizia penitenziaria e comandante del reparto di Napoli Secondigliano; Maurizio Moschetti, presidente della VII Municipalità; Anna Maria Spiezia, consulente esterno alle politiche sociali della VII Municipalità; padre Giovanni Russo, cappellano del carcere di Secondigliano; padre Vincenzo D’Antico, parrocco della chiesa dei Sacri Cuori di Secondigliano; Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito (il tifoso partenopeo morto nel giugno 2014); Alfredo Capasso, titolare dell’omonimo Centro sportivo di via Limitone d’Arzano; Monica Marasco, dirigente scolastico dell’IC Giovanni Pascoli II - Marta Russo. Modera Celeste Napolitano, dell’associazione Amae. Il progetto si avvale in particolare della mediazione dello sport come elemento di raccordo tra i minori del territorio, spesso preda di falsi miti, e i detenuti che metteranno a disposizione le loro esperienze per insegnare ai ragazzi che la vita, come una partita di calcio, va giocata con impegno e serietà nel rispetto delle regole e dell’altro. Ancora una volta i carcerati metteranno a disposizione dei ragazzi le loro storie ed esperienze di vita come un “indicatore sociale” che descrive un pericolo da evitare e in cui si potrebbe incorrere pagando gravi conseguenze. Due gli appuntamenti della manifestazione: il 16 maggio, con il dibattito e confronto con gli alunni delle classi elementari presso l’Istituto comprensivo Giovanni Pascoli 2 - Marta Russo, dove le tematiche trattate riguarderanno: devianza e criminalità; società e individuo; attività di prevenzione della polizia di Stato; bullismo; violenza in genere; reinserimento dei detenuti nel tessuto sociale; attività dei detenuti all’interno del carcere; violenza sulle donne. E il 17 maggio, presso il Centro sportivo A.S.D. Andrea Capasso, dove si disputerà l’incontro-dibattito tra reclusi e alunni e, a seguire, il quadrangolare di calcio a 5 “3 °Fair Play E-Vent Cup 2019” tra detenuti casa circondariale di Secondigliano; polizia penitenziaria di Secondigliano; Vivi Secondigliano; Associazione O.C.C.T. Il Fair Play avrà anche quest’anno fini umanitari e filantropici. L’iniziativa, a cura dell’associazione internazionale O.C.C.T. nata nella sede centrale di Cittadella (Padova), prevede una raccolta fondi per l’acquisto della Digni-Cap (speciale “casco” per evitare la caduta dei capelli durante le sedute di chemioterapia) da donare al reparto oncologico dell’ospedale di Cittadella, che sarà gestito insieme alle associazioni Altre Parole e Insieme per Mano ad uso gratuito per i pazienti che ne avranno necessità.

di Giuliana Covella

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