Cerca
Logo
Cerca
+

Angelo Vassallo, Edmondo Cirielli: "Una commissione d'inchiesta per l'omicidio del sindaco pescatore"

Giulio Bucchi
  • a
  • a
  • a

«Angelo Vassallo merita giustizia. Rinnovo l'appello affinché venga istituita una commissione parlamentare d'inchiesta per fare luce sul suo omicidio». Nel giorno del nono anniversario della morte del sindaco pescatore il questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli chiede giustizia e verità per l'ex primo cittadino di Pollica (Salerno) ucciso il 5 settembre 2010 in un attentato la cui sospetta matrice camorristica è tuttora oggetto di indagini da parte della magistratura. Già nel 2017 e nel 2018 Cirielli, insieme alla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, propose l'istituzione di un'apposita commissione parlamentare, sollecitata anche dalla Fondazione Vassallo, ma - ricorda il parlamentare - «proprio il Pd si è opposto». «Ci auguriamo che ora che è al Governo dell'Italia, il Partito Democratico abbia la sensibilità e il coraggio di farsi carico di questo impegno per dare un forte segnale alla famiglia Vassallo e alla comunità cilentana». A ricordare l'ex sindaco di Pollica anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: «A nove anni dalla tragica scomparsa ricordiamo Angelo Vassallo, il suo impegno, il suo coraggio, la sua umanità - dice - I valori che ha difeso e per i quali si è battuto, la legalità, la tutela dell'ambiente, l'amore per la sua comunità sono un esempio per tutti, uno stimolo a impegnarci per il futuro della nostra terra e dei nostri giovani». Un messaggio di solidarietà arriva infine dall'assessore ai Giovani del Comune di Napoli Alessandra Clemente, che afferma: «Oggi è l'anniversario della morte di Vassallo, ucciso nove anni fa con sette colpi di pistola nel cuore della notte. Angelo è stato un sindaco illuminato, che si è speso per la valorizzazione del proprio territorio, in Cilento, una terra che in questi anni ho imparato a conoscere e ad amare anche grazie al profondo rapporto d'amicizia con Antonio Vassallo, figlio di Angelo, con cui condivido l'impegno per chiedere verità e giustizia per le vittime innocenti delle mafie». «Angelo era un sindaco, uno di quei tanti sindaci che nei piccoli centri lavorano instancabilmente - aggiunge l'assessore Clemente - raggiungendo spesso risultati insperati che restano ben lontani dalle pagine di cronaca, eppure Angelo nella sua Pollica aveva iniziato una piccola rivoluzione di cui ancora oggi si godono i risultati. Angelo era un primo cittadino e rappresentava tutti i cittadini non solo di Pollica, ma di tutto il Paese, ragione per cui con orgoglio portava il tricolore che simboleggia tutti noi italiani». Di Giuliana Covella

Dai blog