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Sangue su Roma

Omicidio Luca Sacchi, fermati due sospettati: denunciati dai genitori? La pista: precedenti per droga

25 Ottobre 2019

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Luca Sacchi

Due persone sono state fermate: sono i sospettati dell'omicidio di Luca Sacchi, il ragazzo ucciso con un colpo di pistola alla nuca a Roma dopo aver cercato di difendere la sua ragazza da una rapina. I due uomini sono stati individuati dalla squadra mobile della polizia e, stando a quanto si apprende, sono interrogate in questura. I due sono stati fermati alle 2.45 di venerdì 25 ottobre, al termine di una lunga e serrata giornata di indagini. Pare che i due si siano costituiti: uno dei due sarebbe stato denunciato dai genitori, i quali dopo aver saputo dell'accaduto si sarebbero recati al commissariato di zona.

Luca Sacchi, personal trainer, è stato ucciso fuori dal pub Jhon Cabot di via Mommsen, in zona Appio, a Roma. Il Messaggero fa sapere come gli investigatori non stiano lasciando nulla al caso. E una circostanza ha destato la loro attenzione. Il padre di Luca, Alfonso, è proprietario della taverna delle Coppelle, in zona Pantheon, vicino a un locale di Tiberio Simmi, fratello di Roberto: questi ultimi due furono indagati e assolti nel processo Colosseo alla Banda della Magliana. Roberto Simmi era il padre di Flavio Simmi, trucidato a 33 anni con 9 colpi di pistola nel 2011. Elementi finiti sotto la lente degli inquirenti, che stanno scavando nel passato di Luca per non lasciare nulla al caso.

Ma non è tutto. Dalla questura filtra l'indiscrezione che uno dei due sospettati avrebbe precedenti per droga, l’altro invece per reati più lievi. Tra le varie ipotesi si sta valutando se oltre alla rapina, come riferito dalla fidanzata della vittima, ci possa essere anche un movente legato agli stupefacenti.

Le ricerche dei militari avrebbero avuto successo grazie anche alla verifica sulle immagini delle telecamere di sorveglianza nella zona dell’omicidio. Esulta un comitato di quartiere di Ponte di Nona che sulla sua pagina Facebook ha annunciato la cattura dei presunti killer di Luca (probabilmente uno dei due fermati abita nel quartiere). Già dall’alba, davanti alla questura, c’erano anche alcuni parenti delle persona sotto interrogatorio.

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Commenti all'articolo

  • Giovanniv36

    25 Ottobre 2019 - 10:10

    ....nessuna condanna è giusta. Accertata la verità subito alla forca sul carro dei condannati.

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