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Massimo Bossetti, il perito rivela: "Il dna di Ignoto 1 c'è". I legali: "Revisione del processo possibile"

Cristina Agostini
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«Il Dna di Ignoto 1 è sempre stato al San Raffaele. L' abbiamo conservato. E c'è ancora. Anche se proprio in questi giorni stiamo restituendo il materiale genetico alla Procura di Bergamo che lo ha richiesto». È quanto rivela Giorgio Casari, docente di genetica e consulente dell'accusa per l'omicidio di Yara Gambirasio, al settimanale Oggi (in edicola oggi). Una rivelazione clamorosa perché, spiega l'avvocato Claudio Salvagni, uno dei difensori di Massimo Bossetti, le richieste di una superperizia che confrontasse il Dna di Bossetti, condannato all'ergastolo per il delitto, con quello di Ignoto 1 sono sempre state respinte sostenendo che i reperti erano esauriti. Salvagni preannuncia una denuncia per frode processuale e la domanda di revisione del processo: «Grazie al vostro settimanale scopriamo che non è vero... La Procura lo ha sempre saputo». Leggi anche: Massimo Bossetti, la lettera disperata a Vittorio Feltri: "Strozzo il pianto in gola ma...", la sua richiesta d'aiuto

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