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Bocciata legge Fini-Giovanardi. Pene minori per chi fa uso di droghe leggere

Dal ricorso partito da un trentino trovato con 3 chili di hashish, la Corte Costituzionale ha deciso di bocciare la legge sulle droghe leggere
di Valentina Princicdomenica 16 febbraio 2014
1' di lettura

Dopo essere rimasta in vigore per otto anni, la legge Fini-Giovanardi sul consumo di droghe leggere è stata bocciata dalla Corte costituzionale: "Viola la Costituzione". Nel comunicato viene dichiarata "l'illegittimità per violazione dell'art. 7, secondo comma, della Costituzione", procedimento che regola la procedura di conversione dei decreti-legge. Si è quindi voluto tornare alle pene minori per coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti a effetto ridotto. Niente comparazione quindi per le droghe leggere e pesanti: viene ripresa la legge Iervolino-Vassalli a modifica del referendum del '93. La Fini-Giovanardi era entrata in vigore all'inizio dell'anno 2006 e non era mai stata modificata. Stabiliva una reclusione tra i due e i sei anni per chi spacciava hashish. L'esame della Consulta è avvenuto su ricorso dei legali di un trentino, condannato a quattro anni per esser stato trovato in possesso di 3,8 chili di hashish. Le pene verranno ora ridotte a una multa massima di 260mila euro. di Valentina Princic