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Fakir, "stato italiano mafioso": l'avvocato la spara grossa

domenica 13 settembre 2026
Fakir, "stato italiano mafioso": l'avvocato la spara grossa

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«Fakir doveva morire ed è giusto che sia morto: questo è il segnale della propaganda di Stato». Lo ha detto Fabio Anselmo, avvocato della famiglia di Abderrahim Fakir, 42enne morto durante un intervento di polizia nel quartiere bolognese Pilastro il 19 luglio.

L’avvocato lo ha detto durante un evento organizzato dal collettivo bolognese “Labas”. Anselmo ha evidenziato (ovviamente è il suo parere) la pericolosità della manovra fatta dagli agenti che hanno immobilizzato Fakir, e ha aggiunto che quella prodotta «è la reazione violenta, da un punto di vista verbale e comportamentale, rispetto alle immagini imbarazzanti di quel video che ritraggono gli ultimi momenti di vita di Fakir, dove non riesce a respirare e purtroppo quell'azione non si ferma».

Presente durante l’evento anche la senatrice di Avs Ilaria Cucchi (che è la moglie di Anselmo), la quale ha concluso così: «Abderrahim è morto soffocato nessuno di noi ha alcun dubbio, ma «ancora una volta non si vuole ammettere una cosa chiara: è più semplice mettere tutto a tacere. Pensate, quindi, se non ci fossero state quelle immagini».

Intanto alla facoltà (occupata) di Bologna vanno avanti i “tavoli di confronto”. All’interno della facoltà, che resterà occupata per tutto il fine settimana in attesa della ripresa delle lezioni di domani, sono stati esposti striscioni con la scritta “Verità e giustizia per Fakir”. Un altro striscione campeggia sul portone dell’edificio. A promuovere la giornata sono Cua, Cas, Plat, Comunità migranti, Si Cobas e Laboratorio Crash, tra le realtà protagoniste delle proteste esplose a Bologna dopo la morte del 42enne. La giornata di mobilitazione è proseguita alle 18 in piazza Verdi, nel cuore della zona universitaria.