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Alex Zanardi, interrogati in procura gli organizzatori di Obiettivo Tricolore: il nodo dei permessi

Le indagini dopo il tragico incidente di #AlexZanardi, i dubbi degli inquirenti sull'organizzazione della staffetta

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La tragedia di Alex Zanardi scuote l'Italia. Il campione, vittima di un gravissimo incidente in handbike, lotta tra la vita e la morte all'ospedale delle Scotte di Siena. Venerdì, lo schianto contro un camion durante l'evento Obiettivo Tricolore, una staffetta a tappe che si è tenuta in Val D'Orcia. Zanardi ha perso il controllo della sua handbike, ha invaso la carreggiata opposta, dunque il terribile schianto. Ma la procura di Siena indaga. In primis il sequestro del camion dell'incidente: a guidarlo un 44enne di Siena, risultato negativo all'alcol per test e droga. Comunque, è iscritto nel registro degli indagati per il reato di lesioni gravissime, "un atto dovuto", ha spiegato il procuratore capo Salvatore Vitello. Ma ora si apprende che nella tarda mattinata di sabato 20 giugno, in procura sono stati ascoltati gli organizzatori della staffetta Obiettivo Tricolore. Secondo quanto si apprende, al centro delle indagini ci sarebbero i permessi per lo svolgimento dell'iniziativa, organizzata dalla società sportiva fondata da Zanardi. In particolare, ci si chiede perché la strada non fosse stata chiusa (una risposta potrebbe essere il fatto che non si trattava di una vera competizione agonistica).

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