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Gaia e Camilla travolte e uccise a Roma, chiesti 5 anni per Pietro Genovese: "Ma sembrava che leggesse un copione"

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Cinque anni di carcere è quanto ha chiesto il pm di Roma Roberto Felici nel processo con rito abbreviato nei confronti di Pietro Genovese, figlio regista Paolo,  il giovane ventenne che la notte tra il 21 e il 22 dicembre dello scorso anno ha investito, uccidendole sul colpo, Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. 

Davanti al gup Gaspare Sturzo nelle dichiarazioni spontanee Genovese ha affermato di non aver "visto le ragazze, ricordo", ha detto, "di essere partito col semaforo verde. Non volevo uccidere nessuno e non volevo scappare". Il giovane ha confermato che quella sera "aveva bevuto", per la Procura aveva un tasso alcolemico superiore al consentito frutto forse della serata trascorsa a casa dell'amico e che viaggiava ad una velocità "sostenuta", superiore ai 50 km orari. "Ero andato ad una festa a casa di un mio amico che rientrava a Roma dal progetto Erasmus. Abbiamo quindi deciso di tornare a casa e ho imboccato Corso Francia. Ricordo", ha detto, "che il semaforo era sul verde e ho ripreso la marcia, sono ripartito". 

La madre di Gaia Romagnoli uscendo dall'aula ha detto che si sarebbe aspettata per il giovane "di più per ciò che ha fatto. Al momento la condanna più pesante è per noi". A proposito delle sue dichiarazioni invece ha aggiunto: "All'inizio sembrava impaurito poi ha cominciato a ripetere le stesse cose. Sembrava una recita, non ha mai chiesto perdono, era indifferente a quello che è successo".

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