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Coronavirus, Alberto Zangrillo: "Il virus è tornato a mordere, ma sono contrario al metodo della paura". Lo insultano su Twitter

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"Il virus è tornato a mordere. Io però sono contrario al metodo della paura". Alberto Zangrillo, primario di Anestesia e Rianimazione al San Raffaele di Milano, continua sulla linea morbida contro il Covid, dicendo sì alle restrizioni ma no al terrorismo. Di fronte all'aumento dei contagi in Italia, il professore ha dichiarato: "Siamo in tempo per un'azione tempestiva. Non è una catastrofe. Dobbiamo mantenere lucidità d'azione". Secondo il medico di Berlusconi, è necessario che i più giovani proteggano genitori e nonni. Ma anche le fasce più fragili della popolazione, persone con diabete o cardiopatie. Quindi Zangrillo parla di rinunce, che "servono a salvaguardare tutto ciò che deve rimanere attivo. Scuola e attività produttive soprattutto. Ma anche la possibilità di continuare a prendere in carico i malati no Covid", come spiega in un'intervista al Corriere

 

 

 

Il primario ribadisce poi che non bisogna andare in ospedale se non ce n'è bisogno: "Per almeno il 30% dei pazienti che arrivano in Pronto soccorso basterebbe una responsabile assistenza domiciliare". Mentre sulle ultime misure prese dal governatore Attilio Fontana dice: "E' stata scelta per tutta la Lombardia la linea del coprifuoco. Il mio senso civico mi obbliga a obbedire, ma certe terminologie evocano scenari che non vorrei lasciare in eredità ai miei figli". Zangrillo, però, è anche uno degli esperti più presi di mira sui social, al momento, a causa di alcune sue dichiarazioni passate. Il 31 maggio, infatti, parlò di "virus clinicamente morto" durante l'intervista a "In mezz'ora". Ecco perché ora su Twitter c'è chi scrive: "Ma chi lo ascolta più?" oppure "La credibilità di Zangrillo ormai è uguale a zero". 

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