Il caso

Roberta Repetto, le asportano un neo e muore? Non proprio, orrore e violenza: santone e chirurgo arrestati, choc a Genova

Due persone sono finite in manetta con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, violenza sessuale e circonvenzione di incapaci. Si tratta di un dirigente medico di chirurgia generale di un ospedale bresciano e di una guida spirituale di un centro olistico, che avrebbero causato la morte di una ragazza dopo l’asportazione di un neo. Il decesso - la vittima si chiamava Roberta Repetto - è datato 9 ottobre 2020 ed è avvenuto all’ospedale San Martino di Genova, dove la donna era stata trasferita dopo una diagnosi di “diffuse metastasi”. 

 

 

Secondo le indagini, la ragazza frequentava il centro olistico e aveva subito l’asportazione di un neo nell’agriturismo gestito dal “santone” senza i necessari accertamenti istologici: la vittima sarebbe stata operata su un tavolo da cucina e senza anestesia, con l’intervento che le sarebbe stato spacciato come “evento connesso a una purificazione spirituale”. Dopo l’operazione il dottor Paolo Oneda e il “santone” Paolo Bendinelli le avrebbero prescritto “tisane zuccherate e meditazione”.

 

 

Poi però è comparso il primo linfonodo, con i due che avrebbero omesso di indirizzarla verso specifiche cure mediche. Anzi, l’avrebbero tranquillizzata anche alla comparsa del secondo linfonodo, spacciato per il “segno della risoluzione del conflitto”. Poi però le condizioni della ragazza sono rapidamente peggiorate, al punto da indurre i familiari a farla ricoverare in ospedale a inizio ottobre. Il 9 si è poi verificato il decesso: a distanza di mesi le indagini hanno indotto i carabinieri di Brescia a effettuare due arresti.