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Le Acli attaccano il governo

"Sull'immigrazione è sordo"
di Dario Mazzocchisabato 27 settembre 2008
Le Acli attaccano il governo

2' di lettura

Dopo Famiglia Cristiana, che per tutta estate ha attaccato il governo sulla sicurezza, accusandolo addirittura di aver creato un clima di razzismo in Italia, è il turno delle Acli che criticano la maggioranza di centrodestra per le ultime misure adottate di fronte all’emergenza immigrazione. Lo fa tramite il presidente Andrea Olivero con un comunicato diffuso oggi dell’organizzazione. “Stupisce davvero come neppure più la Chiesa sembra venire ascoltata da questo governo sul tema dell'immigrazione”, esordisce Olivero. Alla richiesta di “risposte positive” avanzate dal cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, per il ricongiungimento dei familiari e le procedure di riconoscimento dello status di rifugiato, il governo si è dimostrato “insensibile” e, nonostante “le tragiche vicende dei giorni scorsi a Milano, piuttosto che a Castel Volturno”, risponde con “un inasprimento assolutamente ingiustificato dei requisiti per ottenere il ricongiungimento degli immigrati regolari con i propri familiari”. A dirla tutta, è difficile capire quale sia il nesso tra quanto accaduto nel capoluogo lombardo e nella cittadina campana con le misure prese dal Consiglio dei ministri di oggi, ma per le Acli non c’è alcun dubbio: il governo è sordo alle parole della Chiesa. “E persino per quanto riguarda i rifugiati, si predispone un inasprimento delle misure nei confronti dei richiedenti”, continua Olivero che ricorda come l’Italia sia l’unico Paese dell’Unione europea che ancora non regola seriamente la materia. “Ostacolare il ricongiungimento familiare significa boicottare lo strumento principale di integrazione sociale degli stranieri in Italia, con tutte le conseguenze che ciò comporta sul piano della dignità delle persone, del futuro delle cosiddette seconde generazioni e della stessa sicurezza dei cittadini”, rincara la dose il presidente. Una bocciatura a tutto campo. Che non si fece sentire quando dalla parti di Torino le stesse Acli invitarono Curcio ad un dibattito pubblico.