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Terrorismo, due arresti: Milano si risveglia nella paura

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Dopo l'attentato di Bruxelles di ieri sera, sale l'allerta in tutta Europa. I colpi di kalashnikov che hanno ucciso due svedesi nel pieno centro della capitale del Belgio hanno di fatto messo in stato di allerta tutti i servizi di intelligence. Il caso di Bruxelles non è isolato. Solo pochi giorni fa ad Arras in Francia un docente è stato ucciso a coltellate sempre con l'urlo "Allah akbar" ad accompagnare il rito macabro della morte. E così a Parigi sono stati chiusi il Louvre e Versailles per alcune minacce riconducibili al terrorismo islamico. E anche in Italia l'allerta è massima: sono più di 28mila gli obiettivi sensibili che possono finire nel mirino dei terroristi islamici.

E questa mattina, all'alba, è stata portata a termine un'operazione antiterrorismo della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo - con due arresti nei confronti di un egiziano e un naturalizzato italiano di origine egiziane, accusati di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo.

L'operazione è condotta dalla Digos di Milano, dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Perugia, dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione e dal Servizio centrale Polizia Postale e delle Comunicazioni. Dunque le forze dell'ordine e i servizi di intelligence cercano di stanare i possibili lupi solitari e le cellule dormienti che provano a radicalizzarsi nel nostro Paese. Di colpo siamo tornati a qualche anno fa quando anche in Italia l'allerta per il terrorismo islamico internazionale toccò il picco con l'arresto nei pressi di Sesto San Giovanni di Anis Amrì, l'uomo che a bordo di un camion uccise diverse persone in un mercatino natalizio in Germania. 

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