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Meteo, novembre folle in Italia: "Aumento di 1,7 gradi", cosa sta succedendo

Roberto Tortora
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Dov’è finito l’autunno? Con il suo clima fresco che si prepara ad aprire le porte al freddo invernale? In Italia l’estate sembra aver fagocitato la stagione di mezzo. A Roma, ieri, il termometro segnava 24 gradi, a Catania… 27! E così, più o meno, in tutte le regioni centro-meridionali fino a Natale, cioè, praticamente… domani. Per la gioia delle zanzare che, secondo la Società italiana di medicina ambientale, avranno ormai fissa dimora fino a fine anno. Il 2023, insomma, è serio candidato ad essere l’anno più caldo della storia e, se dal 1980 ad oggi nel mondo le temperature si sono alzate di 8/10 di grado, in Italia si è registrato l’aumento più considerevole: 1,7 gradi. 

Pierluigi Randi, meteorologo e presidente dell’Associazione meteo professionisti (Ampro), spiega su Repubblica: “Qui, come in generale su tutto il Mediterraneo per via della circolazione atmosferica e dei mari più caldi, il tasso di aumento di temperatura è il doppio rispetto alla media planetaria e questo è davvero preoccupante”. La recente alluvione in Toscana è l’esempio di un evento ad alta intensità dovuto all’accumulo di energia di un Mediterraneo sempre più rovente.

 

 

 

L’aria è destinata a rinfrescarsi soltanto tra il 18 e il 19 novembre prossimi, per poi riscaldarsi nuovamente. E le conseguenze non saranno piacevoli: “La normalizzazione del campo termico in Italia ci sarà nella terza decade del mese – afferma Randi - quando le temperature saranno davvero nei valori medi tipici del periodo. Attenzione però: venendo da un momento molto mite probabilmente a livello soggettivo avremo una percezione di freddo superiore”.

Quale la causa? Randi non ha dubbi: “A farci riflettere deve essere soprattutto il fatto che tutti gli anni più caldi della storia a livello globale si sono verificati dal 2010 a oggi. La causa principale è chiara: l’eccesso di concentrazione di gas serra in atmosfera dovuto alle emissioni”. E questo sarà il tema centrale dei negoziati del prossimo COP28, la Conferenza mondiale sul clima cui prenderanno parte anche Giorgia Meloni e Papa Francesco. Ridurre le emissioni è necessario, altrimenti, secondo la rivista Lancet, si va incontro ad un aumento di 4,7 volte dei decessi legati al caldo entro metà del secolo.

 

 

 

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