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Libri, ecco perché leggere è uno dei segreti per vivere meglio

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Parlando delle nuova legge sui libri...

Steno Sari
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Secondo alcuni saper leggere è lo strumento più potente e proficuo per la promozione del benessere individuale e sociale. Eppure la lettura oggi è spesso disdegnata, considerata un lavoro noioso, una perdita di tempo. Pur vantando un tasso di alfabetismo vicino al 100 per cento, secondo i dati Istat in Italia il 60,7 per cento della popolazione con più di sei anni non ha letto un libro nel 2022 che non fosse scolastico o relativo al proprio lavoro. A dimostrazione che alla capacità di leggere non corrisponde necessariamente il desiderio di farlo. Quali sono le cause?

Negli ultimi decenni l’appagamento che deriva dalla lettura è spesso sacrificato al vedere la televisione o al navigare su internet. Senza nulla togliere ai vantaggi e all’efficacia di questi strumenti di comunicazione, il rischio è quello di diventare “spettatori” passivi.

La Tv per esempio pensa al nostro posto, cattura l’immaginazione senza lasciarle spazio, rappresenta tutto nei particolari, lascia allo spettatore poco tempo per riflettere. È una tecnica che programma periodi di attenzione molto brevi. Non sorprende allora che alcuni studi mettano in relazione il guardare troppo la televisione con il prendere decisioni impulsive. Altra cosa è quando si legge: al suo proprio ritmo il lettore deve interpretare e valutare, riflettere secondo una logica tutt’altro che intuitiva. È un processo complicato di decodificazione che, oltre a stimolare l’immaginazione e la curiosità, incoraggia e aiuta ad avere pazienza ed è il miglior modo per rilassarsi. Secondo alcuni, anche solo sei minuti di lettura bastano per ridurre di oltre due terzi lo stress e le tensioni.

PADRONEGGIARE IL LINGUAGGIO
Quando leggiamo un libro scegliamo i personaggi, decidiamo le scene e dirigiamo l’azione. Abbiamo la libertà di immaginare ogni personaggio come vogliamo e facciamo lavorare la mente pur lasciandola libera, un lavoro di elaborazione di dati che metterebbe a dura prova i nostri computer. Non è esagerato affermare che la lettura richiede e sviluppa la capacità di esprimersi, legata al parlare e allo scrivere. Non c’è nessun modo per farsi un vocabolario se non tramite la lettura, cosa che stimola il cervello e potenzia la memoria, migliora le competenze linguistiche, favorisce le funzioni cognitive, la concentrazione e la capacità critica. Per quanto riguarda il farsi una cultura, è stato detto che se a un bambino piace leggere è a metà dell’opera. 

Alcuni esperti dicono che a tre anni un bambino capisce la maggior parte delle parole che da grande userà in una conversazione normale, anche se non è ancora in grado di pronunciarle speditamente. In altre parole, i bambini cominciano a capire la lingua prima e più in fretta di quanto non imparino a parlarla. Saper leggere ha un impatto positivo sulla loro crescita e influisce sul profitto che trarranno dall’istruzione. “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito ... perché la lettura è un’immortalità all’indietro” (Umberto Eco).

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