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Le dimore storiche della Lombardia

Andrea Valle
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La Lombardia è una regione ricca di dimore storiche. Qui ne abbiamo scelte sette, cercando di raccontare storie magari poco note, ma l’elenco potrebbe essere molto, ma molto più lungo. L’invito, come sempre, è quellose interessati- ad approfondire il tema sul sito in-lombardia.it, il portale del turismo lombardo.

Partiamo con il Castello Malpaga, frazione di Cavenago, a due passi da Bergamo. Deve il suo nome al fatto che la via sulla quale è costruito collegava Brescia con Milano. Da qui transitavano le carovane e i pellegrini che potevano imbattersi in qualche bandito. Per questo il luogo prese il nome di Malus Pagus, cioè villaggio poco raccomandabile. Le rovine del castello vennero acquistate dal condottiero della Repubblica Veneta Bartolomeo Colleoni. Oggi il castello, con le sue sale affrescate, è visitabile. Anzi si possono indossare gli abiti del Quattrocento per sentirsi ancora più parte del luogo.

Anche a Pavia il suggerimento cade sudi un castello, quello di Cigognola, che dall’alto delle colline dell’Oltrepo domina la valle di Scuropasso. Costruito nella prima metà del XIII secolo, aveva scopi difensivi. Con la fine del medioevo ospitò una prestigiosa e ricca corte rinascimentale, divenendo punto di riferimento per la nobiltà del pavese. Il castello venne riadattato nel 1800 e oggi è una residenza privata che ospita l’azienda vinicola della famiglia Moratti.

Tanto imponente quanto importante è Palazzo Ducale di Mantova. Oggi sede di musei e mostre, fin dal 1300 è stato la “casa” dei Gonzaga che da qui progettarono e realizzarono la loro ascesa al potere. Il complesso - uno dei più estesi d’Europa - si snoda su 35mila metri quadrai e mille ambienti. Durante la visita, di particolare pregio sono gli appartamenti di Isabella d’Este e la Camera degli Sposi affrescata da Andrea Mantegna.

Ricco di storia è la Ca’ Granda l’edificio che oggi ospita l’Università Statale di Milano. Progettato dal Filarete nella seconda metà del Quattrocento, l’edificio nacque su spinta di Francesco Sforza che voleva dotare la città di un grande ospedale perla cura dei malati. Meritano un occhio di riguardo la facciata in via Francesco Sforza, una passeggiata tra i cortili dell’Università e anche le collezioni d’arte. Su tutte segnaliamo la quadreria recentemente riprogettata, che racconta l’altra storia della Ca’ Granda, quella dei suoi benefattori. Suggestiva anche la cripta dove vennero ammassati i cadaveri dei caduti delle Cinque Giornate di Milano.

A Como ci sono due luoghi che meritano di essere menzionati. Villa Balbianello, a Lenno, gode di una vista mozzafiato sul lago, grazie alla sua collocazione proprio sulla punta della penisola di Laveno. Costruita nel 1787 dal cardinale Angelo Maria Durini, passò agli Arconati Visconti, poi venne abbandonata e salvata dall’esploratore lombardo Guido Monzino. Più volte è stata scelta come location per i film. Su tutti il secondo episodio della saga di Star Wars e Casinò Royale. Oggi è di proprietà del Fai che la apre alle visite guidate.

A Bellagio c’è Villa Melzi, nata a inizio Ottocento su comanda di Francesco Melzi d’Eril. Oggi è sede di un museo napoleonico. Sono visitabili anche i magnifici giardini all’inglese. Infine a Briosco, in Brianza, c’è Villa Medici Giulini.

Le origini di questo complesso risalgono addirittura al Medioevo, quando fungeva da fortezza. Poi nel Settecento sono iniziati i lavori di trasformazione ad opera della famiglia Riva Andreotti e poi passò di mano altre volte fino ad arrivare alla famiglia Giulini da cui oggi prende il nome. Attualmente la villa, per volere di Fernanda Giulini, ospita una ricca collezione di pianoforti e altri strumenti musicali d’epoca. Un piccolo teatro è dedicato ai concerti e nella villa si tengono corsi di musica. È anche possibile soggiornare e pernottare nella villa. Infine Villa Giulini è anche una location per eventi, convegni e meeting aziendali. 

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