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Pesaro, stangato dagli "007 dei rifiuti": 100 euro di multa per un toast

Alessandro Dell'Orto
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Districarsi nella raccolta differenziata è impresa sempre più complicata - specie quando sei di fretta-, tra regolette e opzioni, dettagli e piccoli accorgimenti che, onestamente, a volte sembrano fatti apposta per innervosirti. E così l’inciampo è dietro l’angolo, la svista in agguato, soprattutto se la zona è controllata dagli ispettori ambientali, una sorta di 007 del Comune che curiosano tra i sacchetti, rovistano, fotografano e poi ti presentano il conto. Come successo a Simona Campolucci, insegnante di una scuola primaria, a Tavernelle, frazione di Colli al Metauro in provincia di Pesaro e Urbino. Lo scorso sabato gli “ausiliari della spazzatura” hanno suonato al campanello di casa (la raccolta porta a porta è stata avviata nello scorso luglio) e le hanno fornito un dettagliato dossier (con tanto di immagini) sugli errori commessi nella differenziata, multandola di 150 euro. La colpa? Aver messo un pezzo di pane bruciato e una carta oleata nel “secco non riciclabile”.

L’ACCANIMENTO

La donna è rimasta sorpresa, perplessa. «Il maglione di mio figlio ha un buco. Lo potrò gettare nell’indifferenziato? Nel dubbio lo terrò a vita», ha spiegato con ironia e un pizzico di veleno al Resto del Carlino. «Resto basita da tanto accanimento per una cosa di così poco conto, ma quello che mi dà più fastidio è il modo. Io da un funzionario pubblico mi aspetto educazione e gentilezza, non mi sta bene di essere maltrattata verbalmente per aver sbagliato a gettare un rifiuto».

L’insegnante, poi, ha ricostruito la vicenda. «Sabato si sono presentati a casa due signori in divisa - ha raccontato al giornalista - dicendomi che mi dovevano fare la multa perché nel secco c’erano delle cose non consentite. Non mi hanno consegnato nessun verbale, però. Hanno detto che la multa arriverà in un secondo momento: 100 euro per i rifiuti e altri 50 euro, “ben più grave”, per aver esposto la busta del secco davanti casa mia senza inserirla nell’apposito contenitore di plastica». Per bacchettare l’insegnante, gli ispettori hanno mostrato delle prove.

«C’era la foto di una fetta di pane tostato bruciato. Perché sicuramente uno dei miei figli ha fatto il toast, lo ha scaldato troppo, s’è bruciato e ha buttato la fetta carbonizzata nel secco - ha spiegato ancora Simona Campolucci -. Io sinceramente, quando torno a casa dal lavoro, non vado a mettere le mani nell’immondizia per vedere cosa hanno buttato. Sanno che devono differenziare. Avranno pensato che il carbone andava nel secco. Poi c’era la foto di un pezzo di etichetta plastificata dell’imballaggio di Amazon, in pratica quel tagliandino che indica nome cognome e indirizzo. Quindi il rifiuto era senza dubbio il mio. Ma non era carta, non era un imballaggio di plastica... pensavo andasse nel secco, proprio come la carta plastificata in cui il macellaio avvolge la carne. Mi hanno detto invece che anche quella carta puzzolente va lavata e messa nella plastica. Mi sono scusata».

Poi l’immagine di una bustina di minestrone surgelato, sporca. «Hanno detto che avrei dovuto lavarla e riporla nella plastica e invece è stata gettata lì nel secco. Di solito ci sto attenta, ma evidentemente alcune cose possono sfuggire. Ma 100 euro e tanta intransigenza mi sembrano un’esagerazione. Mi aspettavo che mi consegnassero un depliant in cui si spieghi chiaramente cosa mettere dove. Invece, dopo avermi detto freddamente che non c’erano scuse per il mio errore “perché lei doveva saperlo”, mi ha voltato le spalle e se n’è andato senza neppure salutare».

 

 

 

TEST E SOLUZIONI

Già, gettare la spazzatura rischia di diventare un incubo. E una sorta di rompicapo con domande alle quali non sempre sappiamo rispondere come, tanto per fare qualche esempio: è necessario lavare i contenitori di plastica? Bisogna staccare le etichette dai contenitori in plastica, vetro e metallo? Le lattine del pomodoro vanno lavate? Dove vanno messi tovaglioli di carta e carta assorbente da cucina? Posso usare il sacco di plastica per gettare gli scarti della cucina nella pattumiera? No, non preoccupatevi se siete confusi (ecco le risposte giuste: è bene sciacquarli, ma non è necessario un lavaggio approfondito con sapone; non occorre; i contenitori in metallo vanno sciacquati velocemente con un po’ d’acqua, non serve un lavaggio accurato; nel contenitore dell’organico; no), anche il miglior “differenziatore” può confondersi. E anche lui deve pagare. Quanto? Dipende dal comune di residenza, visto che il sistema della raccolta differenziata è gestito a livello locale, ma in generale chi fa una raccolta differenziata sbagliata o non la fa per nulla, rischia multe comprese tra i 25 e i 620 euro sulla base del tipo di violazione. Sì, anche per un mezzo toast nel sacchetto sbagliato.

 

 

 

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